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Had a lovely stay at the beginning of our trip, even though we were given a room on the 2nd floor (european 1st floor) with a view that looked out onto the square that is very busy and loud at night ( ..by Venere"




 

"Il tempo sospeso. Sotto i cieli di Srebrenica" di Luciano Minestrella

from 2015-07-09 to 2015-07-31

Sala Santa Rita


Expo 2015 - Saperi e Sapori nel mare di Roma

from 2015-06-27 to 2015-10-24

Casa del Mare


"Amor sacro, Amore naturale, Amore profano" di Roberto Gallo

from 2015-06-26 to 2015-07-18

Museo Fondazione Venanzo Crocetti


Lord Byron in the Hand of Mary Shelley

from 2015-06-29 to 2015-11-06

Keats - Shelley House

The exhibition - which features a sequence of manuscripts on loan from the John Murray Archive at the National Library of Scotland alongside Byron treasures from our own collection - will focus on Mary Shelley's copying out of Byron's work and preparing it for publication. In doing so, it will attempt also to tease out the fascinating relationship between these two giants of Romantic literature.


"Alchimia della Luce" di Leonilde Carabba

from 2015-06-24 to 2015-07-10

Sinopia Galleria


Incontro con la libertà d'espressione

from 2015-06-25 to 2015-08-07

Coronari 111 Art Gallery


Gillo Dorfles. Essere nel Tempo

from 2015-11-27 to 2016-03-13

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Mostra antologica a cura di Achille Bonito Oliva, ideata da Fulvio Caldarelli, Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo.
Coordinamento culturale: Maurizio Rossi


SIMON MA “Beyond Art with Love”

from 2015-06-25 to 2015-08-23

La Pelanda - Centro di produzione culturale

Mostra dell’artista cinese Simon Ma, uno dei maggiori interpreti della nuova arte cinese, il quale, per la prima volta a Roma, propone la sua personale interpretazione del tema dell'amore con una serie di installazioni site specific.

Per Simon Ma il tema dell’amore è da intendere nell’accezione dell’ “amore incondizionato” che parte dall'opera ed arriva al pubblico tramite gli elementi primari dell'acqua, aria, terra e di quello spirituale della benevolenza.

Estremamente significativo per l’artista è l’utilizzo dell’acqua, sia come elemento iconografico sia per metafora del suo stesso fare arte e dell’incontro di questa con la natura. L’elemento acqua del resto è la fonte primaria per il nutrimento di tutte le creature viventi, espressione naturale di purezza e bontà, e quindi invito ad amare oltre che strumento per la diffusione di gioia e felicità.

Simon Ma, che si definisce artista "crossover", nel suo lavoro fonde influenze orientali e occidentali, e l’utilizzo di materiali, forme e tecniche estremamente eterogenee. L’opera d’arte per Ma rappresenta molto di più del mero oggetto fisico, per diventare qualcosa in grado di creare una serie di reazioni a catena nelle persone, influenzando anche l'ambiente circostante e gli atteggiamenti sociali.

Come osserva il curatore Achille Bonito Oliva: "L'artista Simon Ma si pone all'incrocio di tutte le possibilità, compresa la metamorfosi e trasformazione della materia in sentimento universale”.

Le opere in mostra comprendono la serie â€œDancing Water Drops”, dipinti, sculture, installazioni e le opere di video arte â€œDanza” e “Armonia”.

Per celebrare l’anniversario dei 45 anni di relazioni diplomatiche tra Cina e Italia l’artista inoltre crea appositamente una grande installazione site specific caratterizzata da un dipinto di 2 metri, che unisce le due culture tramite l’acqua, e ispirata all’antica Via della Seta, lungo la quale si sono sviluppati i primi scambi tra Oriente e Occidente.

Note biografiche
'Crossover' è un termine che ben rappresenta l’artista Simon Ma. All'età di sette anni, Simon Ma studia l'arte della pittura tradizionale cinese sotto la guida del Maestro Fan Tzu Teng, ad undici anni inizia a dilettarsi con la musica mentre all’età di tredici anni si trasferisce a Londra dove frequenta la Bartlett School of Architecture – UCL ed inizia la sua sperimentazione nel campo dell’arte, del design ed in numerose altre discipline. Nel 1997, dopo la crisi finanziaria di Hong Kong, Simon Ma si trasferisce a Shanghai per fondare la propria impresa e pochi anni dopo, nel 2002, apre M.HOUSE. Nel 2012 è nominato ambasciatore culturale sino-italiano e nel 2014 è nominato ambasciatore culturale per Hong Kong Jockey Club ed una delle “Ten Outstanding Young Persons” di Hong Kong. Nel corso degli anni, Simon Ma ha guadagnato popolarità negli ambienti dell’arte contemporanea come artista “crossover”, collaborando con brand di fama internazionale come Hublot, Ferrari, Ducati, Lamborghini, Porsche, Chow Tai Fook, Remy Martin 1898 e Chivas 18. Le sue opere e collezioni sono state esposte in rinomati luoghi di interesse tra cui il Padiglione Italia ad Expo Shanghai 2010, il “Kaohsiung Museum of Fine Art”, il “Museum of Contemporary Art” di Shanghai (MOCA), il “Xu Beihong Art Museum” di Yixing ed il “ Patricia and Phillip Frost Art Museum” di Miami.


"Relazioni" di Ivano Petrucci

from 2015-07-28 to 2015-08-02


Arte della Civiltà Islamica. La Collezione al-Sabah, Kuwait

from 2015-07-25 to 2015-09-20

Scuderie del Quirinale


Yves Klein, Sidival Fila, Tito. Tre prospettive del sacro nell’arte contemporanea

from 2015-07-08 to 2015-10-11

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Arte e sacro si fondono nelle mostre di Yves Klein, Sidival Fila e Tito, che propongono tre artisti differenti per nazionalità, generazione e stile, accomunati da una tensione per la ricerca spirituale, resa in una sintesi complessa di colore, luce e materia.

La mostra Spazi dell’Anima: Yves Klein e la devozione a Santa Rita da Cascia
dall'8 luglio al 4 ottobre 2015
a cura di Edvige Bilotti, riunisce per la prima volta le opere di Klein (Nizza, 1928 – Parigi, 1962) dedicate alla Santa e da lui stesso donate, in anonimato, al Monastero di S. Rita durante i suoi pellegrinaggi nel 1958 e nel 19641 a Cascia.
                                                                                                                                                          
La mostra Sidival Fila:TrasFormAzione
dall'8 luglio all'11 ottobre 2015
a cura di Cinzia Fratucello, espone una ventina di opere tra le più recenti (dal 2013 al 2015) dell’artista brasiliano che vive e lavora a Roma dal 2009. La serie Coloured marble, opere complesse di varie dimensioni di tessiture inusuali tra colori, stoffe, fili e luci, mostrano la ricerca dell’artista sulla trasparenza della materia e sulla trasformazione della materia stessa.
La mostra Tito: il segno, il colore. Opere su carta e una scultura
                                                                                                                     
dall'8 luglio all'11 ottobre 2015
 a cura di Carlo Fabrizio Carli e in collaborazione con Sala 1, espone un nucleo recente di opere dell’ultrasettantennale attività dell’artista (Colli al Volturno, 1926) che spazia dalla scultura alla pittura, dall’incisione al disegno. In mostra una grande scultura in legno bianco, Spazio-forma,e una trentina di disegni su carta di ampie dimensioni che testimoniano gli ultimi anni di lavoro dell’artista molisano sulla ricerca della forma e del colore.


Leonardo da Vinci. L'Autoritratto

from 2015-06-23 to 2015-08-03

Musei Capitolini

Enigmatico, affascinante, bellissimo per la prima volta esposto eccezionalmente a Roma ai Musei Capitolini il famosissimo Autoritratto dell'artista toscano. 

L'Autoritratto di Leonardo da Vinci, forse il disegno più conosciuto al mondo, è protagonista assoluto di un'esposizione che porta per la prima volta nella Capitale il capolavoro della maturità dell'artista, dopo una nuova campagna diagnostica e un intervento "non invasivo" realizzato dai tecnici restauratori dell'ICRCPAL, Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma.
In tre sezioni espositive i visitatori, prima di ritrovarsi a tu per tu con lo storico ritratto, attratti inesorabilmente dallo sguardo ipnotico e senza tempo di Leonardo, possono rileggere come in un romanzo gli avvenimenti più importanti della vita dell'artista da Vinci, le vicende controverse e affascinanti che accompagnarono l'opera nei secoli e le caratteristiche della tecnica a sanguigna utilizzata da Leonardo. Grazie alla presenza di supporti multimediali, l'Autoritratto viene raccontato anche da tre preziosi documenti audiovisivi messi a disposizione da Rai Teche e dall'Istituto Luce. 


Giovanni Presutti - Hello Dolly!

from 2015-06-18 to 2015-07-31

Galleria Gallerati


Diamond Werkstætte

from 2015-06-20 to 2015-07-30

White Noise Gallery


Talismani dell’editoria. I Tallone e gli scrittori del ’900

from 2015-06-17 to 2015-09-30

Biblioteca Nazionale Centrale


Ermetica. Le lettere della creazione e i libri alchemici

from 2015-06-11 to 2015-07-11

Biblioteca Nazionale Centrale


Dal Liberty al Design. Arti decorative in Italia, 1900-1940

from 2015-10-01 to 2016-01-31

Palazzo delle Esposizioni


DRD4-7r - Futuro Ulteriore. Energia per la vita

from 2015-06-12 to 2015-07-20

Palazzo delle Esposizioni


Libri senza parole. Destinazione Lampedusa (2^ edizione)

from 2015-06-11 to 2015-07-10

Palazzo delle Esposizioni


Nasan Tur. L'ombra della luce

from 2015-06-26 to 2015-08-02

Musei di Villa Torlonia - Casino Nobile

Una trasformazione in sequenze sonore di alcuni discorsi pronunciati da Mussolini (che visse nella villa dal ‘25 al ’43), per riflettere sulla capacità espressiva e comunicativa che la voce, in particolare quella delle figure storiche, racchiude in sé.

L’esecuzione musicale, affidata agli allievi del Conservatorio di musica Santa Cecilia, è anche oggetto di un video girato negli stessi ambienti che l’hanno ispirato.


CLICIAK: concorso nazionale per fotografi di scena

from 2015-06-23 to 2015-09-06

Casa del Cinema

CliCiak: il fuoriscena cinematografico svelato dagli scatti dei maestri del mestiere Il Centro Cinema Città di Cesena presenta la 18ª edizione di CliCiak, concorso nazionale per fotografi di scena che festeggia la maggiore età con una mostra (18 aprile – 24 maggio) che raccoglie, fra le altre, le foto sui set dei film Fino a qui tutto bene, Gomorra, Smetto quando voglio, La buca, Torneranno i prati

ORARI lun - ven ● 15.00 – 19.00 sabato e domenica ● 10.00 – 13.00

Il fotografo di scena è quel professionista incaricato di documentare la lavorazione di un film. Il suo operato, spesso, resta nell’ombra, ma i suoi scatti a volte finiscono per fare il giro de mondo, inviati dagli uffici stampa come materiale promozionale di una produzione cinematografica. Scatti che ritraggono gli attori, le scene inedite dietro le quinte, i momenti di pausa fra un ciak e l’atro, che diventano opere d’arte a sé stanti, e che, in mano agli obiettivi più esperti, restituiscono l’impronta stilistica del regista e del film stesso. Un mestiere oggi riscoperto e valorizzato grazie anche al lavoro di un’istituzione, unica in Italia, che da quasi un ventennio dedica una particolare attenzione al fuoriscena cinematografico: stiamo parlando del Centro Cinema Città di Cesena, che insieme all’Assessorato alla Cultura e Promozione del Comune di Cesena presenta CliCiak, concorso nazionale per fotografi di scena quest’anno alla sua 18esima edizione. La fase conclusiva del concorso si concretizza nella mostra allestita dal 18 aprile al 24 maggio a Cesena alla Biblioteca Malatestiana e nell’atrio delcinema San Biagio, che raccoglie tutte le foto vincitrici insieme a un’ampia selezione dei migliori scatti partecipanti, per un totale di un centinaio di fotografie a rappresentanza di una ottantina di film. “Nato in sordina nel 1998, e cresciuto anno dopo anno diventando una manifestazione di riferimento a livello nazionale, CliCiak oggi festeggia la maggiore età con un numero da record di fotografie pervenute al concorso. – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Cesena, Christian Castorri -  Ben 1.700, che vanno ad aggiungersi agli altri 14.000 scatti del fondo di CliCiak: una vera e propria fototeca del cinema italiano contemporaneo. Questo prezioso patrimonio iconografico, a sua volta, si affianca all’archivio storico già acquisito dal Centro Cinema, che conta oltre 130.000 foto di scena fra stampe e negativi”. La giuria della 18esima edizione del concorso, composta dal fotografo di scena Franco Bellomo, dall'esperta dell'IBC Giuseppina Benassati, dal critico Cesare Biarese e dal regista Luciano Manuzzi, dopo aver esaminato tutte le foto pervenute, e sottolineato l’alta qualità di molti di questi materiali, ha attribuito all’unanimità i seguenti riconoscimenti: - Premio per il miglior scatto in bianco e nero ex aequo a Paolo Ciriello per una foto di Noi 4 di Francesco Bruni, “per aver colto il tempo sospeso del set con uno scatto figurativamente composito” e a Fabio Bacci per una foto di Fino a qui tutto bene di Roan Johnson, “per aver saputo restituire l’energia liberatoria per qualcosa che sta finendo”. - Premio per la miglior serie in bianco e nero a Maila Iacovelli e Fabio Zayed per le foto di La buca di Daniele Ciprì, “per la perfetta resa dell’artificio cinematografico”. - Premio per il miglior scatto a colori ex aequo a Simone Falso per una foto di Torneranno i prati di Ermanno Olmi, “per la perfetta sintesi tra  la messa in scena cinematografica e la drammaticità del racconto” e a Mario Spada per una foto de Il giovane favoloso di Mario Martone, “per la composizione che riesce a coniugare il senso del film con la tradizione iconografica”. - Premio per la serie a colori ex aequo a Emanuela Scarpa per le foto della serie televisiva Gomorra di Stefano Sollima, “per l’efficacia del reportage sulla crudezza dell’ambiente sociale, trasformato in set” e a Monica Chiappara per le foto di Anita B. di Roberto Faenza, “per il rigore formale e compositivo”. - Il premio “Ciak, ritratto d’attore sul set”, assegnato dalla redazione del magazine di cinema diretto da Piera Detassis, è andato per la sezione bianco e nero a Francesca Casciarri  per una foto di  Anime nere di Francesco Munzi; per la sezione colore a Simona Pampallona per una foto di Le meraviglie di Alice Rohrwacher. - Il premio speciale Giuseppe e Alda Palmas, per un fotografo iscritto per la prima volta a CliCiak, è andato a Emilia Mazzacurati per le foto di La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati. La giuria ha deciso inoltre di segnalare il lavoro dei fotografi  Fabrizio De Blasio (per Gli anni spezzati – Il giudice  di Graziano Diana, per La bella e la bestia di Fabrizio Costa e per Sapore di te di Carlo Vanzina), Fabrizio  Di Giulio (per Non è mai troppo tardi di Giacomo Campiotti), Stefano C. Montesi(per Banana di Andrea Jublin, Smetto quando voglio di Sydney Sibilia e Una donna per amica di Giovanni Veronesi), Andrea Pirrello (per Arance e martello di Diego Bianchi “Zoro” e per Smetto quando voglio di Sydney Sibilia) e Loris T. Zambelli (per Soap opera di Alessandro Genovesi). Dopo Cesena, come gli anni passati la mostra di CliCiak inizierà il suo tour che la porterà in diverse città e festival italiani (Casa del Cinema a Roma, compresa). E’ corredata, come di consueto, da un catalogo a cura di Antonio Maraldi. Per informazioni: Centro Cinema Città di Cesena www.sanbiagiocesena.it  

Villeggiatura e vacanze nel cinema italiano 1949 - 2011 Mostra fotografica a cura di Antonio Maraldi

from 2015-06-23 to 2015-09-06

Casa del Cinema

Villeggiatura e vacanze nel cinema italiano 1949 - 2011 Mostra fotografica a cura di Antonio Maraldi

ORARI lun - ven ● 15.00 – 19.00 sabato e domenica ● 10.00 – 13.00

Prodotta nel 2012 dal Comune di Rosignano Marittimo, in collaborazione col Centro Cinema Città di Cesena, in occasione del 50° anniversario de Il sorpasso di Risi (film girato in parte a Castiglioncello), Villeggiatura e vacanze nel cinema italiano 1949 – 2011 , attraverso foto di set e di scena diverse della quali inedite, vuol rendere conto di come il cinema italiano abbia raccontato le vacanze, da occasione destinata a pochi privilegiati a momento di spensieratezza di massa – negli anni del Boom – fino ai primi evidenti segnali della crisi. La vacanza come specchio del paese, raccontata da un cinema che privilegia la commedia ma non solo.

Curata da Antonio Maraldi, responsabile del Centro Cinema cesenate, e realizzata da Pixelplanet, la mostra giunge a Roma con qualche esclusione e nuove immissioni, rispetto alla struttura originale. Queste le sei sezioni in cui è divisa la mostra

 La villeggiatura Quando la vacanza era un privilegio per le classi agiate, la si chiamava villeggiatura e occupava lunghi periodi estivi. Il cinema italiano ha mostrato la villeggiatura in vari modi, mantenendo uno sguardo soprattutto retrospettivo per quel che riguarda la prima metà del ‘900.  Ad inizio secolo sono ambientati  Morte a Venezia  di Luchino Visconti (1971) e La contessa azzurra di Claudio Gora (1960). Nel primo, trasposizione di un romanzo di Thomas Mann, la lunga vacanza al Lido, tra spiaggia e alberghi di lusso diventa il contenitore temporale della vicenda del musicista attratto  da un’adolescente polacco mentre nel secondo la villeggiatura è solo un breve momento nella storia di registi, produttori e attrici nel periodo del cinema muto. Gli anni ’30 a villeggiature estive  e movimentate presso i parenti di Sasso Marconi (La via degli angeli di Pupi Avati, 1999), e ad agiati periodi di riposo sul litorale veneto, quali piacevoli pause nella  ricerca di una giovane moglie per un ricco italoamericano (Americano rosso di Alessandro D’Alatri, 1991). La villeggiatura cinematografica dei primi anni ‘40 non può essere spensierata e deve fare i conti con il periodo bellico, che vede, in  Estate violenta di Valerio Zurlini (1959),  fare da sfondo a Riccione all’amore contrastato tra un giovane studente e una bella vedova di guerra,  e che in Hotel Meina di Carlo Lizzani (2007) si sofferma su un gruppo di ebrei, villeggianti forzati in un hotel sul lago Maggiore. Nel dopoguerra il cinema italiano racconta in diretta le lunghe vacanze, soffermandosi  anche sulle sofferte vacanze delle servette al seguito di famiglie di commercianti che possono permettersi due mesi a Ladispoli (Il sole negli occhi di Antonio Pietrangeli, 1953). Ancora non per molti è Tempo di villeggiatura come spiega  Antonio Racioppi nel suo film del 1956 ma ormai la vacanza contagia tutti ed è tempo di metterla decisamente in commedia.

 Le vacanze nel dopoguerra: tempo di commedia Con i primi segnali di ripresa la voglia di scappare al mare contagia un po’ tutti e la commedia si appropria del tema per raccontare domeniche in spiaggia, vacanze in città e avventure estive dagli esiti non proprio imprevedibili. A far da apripista è il delizioso Domenica d’agosto di Luciano Emmer (1950), intreccio di storie e personaggi durante una giornata festiva ad Ostia. Il film di Emmer funge da esempio per molta della commedia balneare del decennio e di quelli successivi, in gran parte dei casi più scanzonata e leggera rispetto al capostipite. Costruiti su tipi da spiaggia e bellezze in bikini, con i primi che corteggiano le seconde non sempre con successo,  approdano sullo schermo tra gli altri  Non scherzare con le donne di Giuseppe Bennati (1955), Vacanze a Ischia di Mario Camerini (1957), Mariti in città di Luigi Comencini (1958), Racconti d’estate di Gianni Franciolini (1958), Femmine di lusso di Giorgio Bianchi (1960), Le magnifiche sette di Marino Girolami (1961), Leoni al sole di Vittorio Caprioli (1961), Una domenica d’estate di Giulio Patroni (1962). In questo panorama Alberto Lattuada fa filtrare una verve antiperbenista (La spiaggia, 1954).  Ci si occupa anche, ma in casi più sparuti, di vacanze sulla neve (Vacanze d’inverno di Camillo Mastrocinque, 1959) ancora comunque  riservate a pochi abitué e a qualche casuale intruso.

 Dal Boom alla crisi: inquietudini sotto la sabbia La vacanza come specchio del boom, del suo benessere e delle sue prime crepe, con la registrazione dei segnali che annunciano la crisi dei decenni successivi. La commedia all’italiana, con Dino Risi in testa (Il sorpasso, 1962), affronta il tema per evidenziare inquietudini,  immaturità e sbandamenti (La voglia matta di Luciano Salce, 1961). L’argomento però non è più solo preda della commedia e volge al dramma, spesso sentimentale come nei casi di L’estate di Paolo Spinola (1966), con Enrico Maria Salerno diviso tra l’amante Nadja Tiller e la di lei figli Mita Medici, e di Amanti  di Vittorio De Sica (1961) dove sullo sfondo della palladiana Villa di Maser affrescata dal Veronese e di Cortina si consuma il breve incontro tra Marcello Mastroianni e Faye Dunaway, colpita da un male incurabile. Le isole Tremiti e l’isola di Ponza fanno rispettivamente da sfondo a vacanze  chiuse drammaticamente, rispettivamente per Violenza al sole - Un’estate in quattro di Florestano Vancini (1968), con un aitante Giuliano Gemma ucciso per gelosia, e per Il sole nella pelle di Giorgio Stegani (1971), fuga d’amore per una giovane Ornella Muti, figlia di un’industriale. La vacanza tocca tutti (Colpo di sole di Mino Guerrini, 1968) e nel segmentato La vita provvisoria di Vincenzo Gamma (1962), un episodio è dedicato a giovani novizie in spiaggia, con una di loro che rischia l’annegamento. Sergio Citti racchiude umanità varia, compresa una giovane Jodie Foster da maritare perché incinta, e miserie quotidiane in Casotto (1977), sul litorale romano.

 

La vacanza in movimento: avventure e disavventure Il cinema italiano non tarda molto a portare sulle strade ragazzi e ragazze (comprese le prime emancipate ma non troppo turiste straniere di Souvenir d’Italie di Antonio Pietrangeli, 1957) in cerca di novità e divertimento. Il clima è quello della commedia, anche se non mancano eccezioni alte e drammatiche come L’avventura di Michelangelo Antonioni (1960). La vacanza on the road è comunque una costante che attraversa un po’ tutti i decenni e che man mano si allarga a più generazioni. Joan Collins ne La congiuntura di Ettore Scola (1964) cerca di esportare capitali in Svizzera con l’aiuto dell’ignaro Vittorio Gassman, e  Alberto Sordi è il compagno di Bernard Blier nell’avventura senile di Una botta di vita di Enrico Oldoini (1988). Nanni Moretti punta alle Eolie in cerca di una impossibile tranquillità (nell’episodio Isole di Caro diario, 1993) mentre il terzetto di giovani in camper (Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo e Massimo Cecchierini) si lascia irretire e sedurre dalla ladra Asia Argento (Viola bacia tutti di Giovanni Veronesi, 1998). I musicisti di Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo (2010) scelgono il percorso a piedi, immersi nella natura lucana, finendo per arrivare tardi ad una agognata esibizione.

Vacanze d’oggi La vacanza oggi si è spezzettata e il cinema degli ultimi vent’anni ha registrato questo cambiamento. Il mare continua a farla da padrone ma le alternative ormai sono diverse. Ne La settimana della sfinge di Daniele Luchetti (1990), la riviera romagnola offre lo scenario per i battibecchi amorosi di Margherita Buy e Paolo Hendel. Battibecchi e contrasti ideologici tra vacanzieri di destra e di sinistra li serve Paolo Virzì in Ferie d’agosto (1996).  La vacanza può diventare sospensione dalla vita quotidiana (Pane e tulipani di Silvio Soldini , 2000) o punto di partenza per la scoperta di altre realtà (Quando sei nato non puoi più nasconderti di Marco Tullio Giordana, 2005). Materia prima per la lunga serie dei cinepanettoni (uno per tutti: Natale in crociera di Neri Parenti , 2007), le vacanze restano occasione comica per i fratelli Vanzina di Un’estate al mare (2008), tentativo non del tutto riuscito di “cinecocomero”, e per il Carlo Verdone di Grande grosso e Verdone (2008). Non tutti possono fuggire al mare e c’è anche chi, per motivi diversi, è costretto a rimanere a casa (Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gegorio, 2008). Di recente, infine, l’estate, al mare o in montagna non è più stagione di spensieratezza ma solo pausa di un’esistenza senza prospettive (Sul mare di Alessandro D’Alatri, 2010) o periodo per confrontarsi con la difficoltà della maternità (Quando la notte di Cristina Comencini, 2011).

 La memoria delle vacanze La vacanza come memoria di un tempo passato, più o meno felice, con cui confrontarsi e fare i conti. I primi a giocare con la nostalgia sono i fratelli Vanzina di Sapore di mare (1983), riandando all’estate dei primi ani ’60 a Forte dei Marmi,  aprendo un fortunato filone al botteghino, e sulla cui scia si situa il più personale Tredici a tavola (2004) di Enrico Oldoini,  sull’estate dei suoi 18 anni, tra il casale dei nonni nell’entroterra e il mare di Castiglioncello. Tra nostalgia e omaggio al padre produttore Carlo Infascelli si muove Zuppa di pesce di Fiorella Infascelli (1991) mentre costruisce un bel racconto di formazione Massimo Martella con Il tuffo (1993), in una calda estate cittadina degli anni ’60.  Con un andirivieni tra gli anni ’70 e oggi,  tra città (Livorno) e spiaggia, Paolo Virzì con La prima cosa bella (2010) tratteggia un bel ritratto di mamma vitale, e suo fratello più giovane, Carlo Virzì con  L’estate del mio primo bacio (2006) ritorna alle vacanze del 1987 dell’adolescente Gabriella Belisario in una villa dell’Argentario. I protagonisti di due film di “memoria ritrovata” si riuniscono, per scelta (Da zero a dieci di Luciano Ligabue, 2002) o perchè costretti da singolari circostanze (Immaturi di Polo Genovese, 2011), e sono costretti a far i conti con il proprio passato,  in un momento legato alle vacanze, piene o agognate, e a trarre bilanci, con qualche rimpianto e un po’ di nostalgia.


Bamboo di Elisa Montessori

from 2015-07-04 to 2015-09-27

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

L’esposizione, concepita e appositamente realizzata per la Casina delle Civette, si compone di bozzetti e mosaici su elementi cilindrici e frammenti, che alludono alle canne di bambù come vegetali pietrificati, avvolti nei resti di un paesaggio analogo.

La ricostruzione di una natura liminare, tra acqua, sabbia, piante, viene estesa in mostra a piccole opere recenti e al grande pannello musivo Valzer baltico, esposto, per gentile concessione della proprietaria, prima della definitiva collocazione in opera.


"NOTHING IS - LOOK, AND IT IS" di Karmen Corak

from 2015-06-11 to 2015-09-30

Galleria Doozo


Impressionisti. Tête à tête

from 2015-10-16 to 2016-02-07

Complesso del Vittoriano


Yuri Kalyuta. Rosso su rosso

from 2015-07-23 to 2015-09-15

Complesso del Vittoriano


Tara Mcpherson - I Know It By Heart

from 2015-06-11 to 2015-07-23

Dorothy Circus Gallery


War Babies - Loulou D’Aki

from 2015-06-10 to 2015-07-10

Antropomorpha Fotografia


(Sola)mente - Lucia Cattaneo, Ernesto D’Amico e Matteo Di Giacomo

from 2015-06-12 to 2015-07-03

WSP Photography


Sing another song, boys - Lorenzo Castore e Michael Ackerman

from 2015-06-18 to 2015-09-08

Interzone Galleria Studio


Leggenda Rossa. Il mito Ferrari

from 2015-06-11 to 2015-07-18

Galleria La Nuvola


CAPOVOLGERE - ABC Ceccobelli

from 2015-06-12 to 2015-07-30

Fondazione Pastificio Cerere


Corporate Art. L’azienda come oggetto d’arte

from 2015-06-26 to 2015-10-11

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


"Ombre della memoria" di Flavia Franceschini e Gianfranco Goberti

from 2015-06-04 to 2015-07-24

Ulisse Gallery Contemporary Art


Il racconto onesto

from 2015-06-09 to 2015-07-03

Casa delle Letterature


Mostra dei borsisti di arti visive

from 2015-06-24 to 2015-08-28

Accademia d'Ungheria - Palazzo Falconieri


Tobias Kaspar - The Street (Est 1863) / Fred Lonidier – Strike

from 2015-06-06 to 2015-09-19

Istituto Svizzero


Bruna Esposito - Annie Ratti

from 2015-06-11 to 2015-08-02

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumArte
A cura di
Anna Cestelli Guidi
La mostra di Bruna Esposito e Annie Ratti è l’ottavo appuntamento del progetto espositivo della Fondazione Musica per Roma dedicato all’arte del suono per lo spazio AuditoriumArte: One Space / One Sound. La mostra è l’incontro tra due artiste unite nel pensare insieme attraverso il linguaggio dell’arte l’immaginario sonoro del mondo. E’ un incontro tra lavori che dialogano e si misurano in sensorialità mescolate, dove visioni e suoni si animano in attività percettive di sensi diversi. Alla simbiosi del pensiero corrispondono lavori di una sensibilità affine, composizioni poetiche e delicate,
balbettii sonori, che aprono l’immaginario a suoni prelinguistici, lallazioni appunto, che precedono l’organizzazione e la composizione musicale, facendo leva sull’intimità di ognuno. Così la bacchetta magica del Maestro, ora muta, del video di Bruna Esposito, e le sue Segge a sonagli, muovono all’ascolto di un suono interiore, al risveglio di paesaggi sonori intimi. Così anche la raccolta degli strumenti folklorici di Annie Ratti, strumenti apparentemente semplici e umili che appartengono a un mondo ancora rituale, sia esso nostro, orientale o africano, sono straordinari nella bellezza delle loro molteplici e fantastiche forme. Sono strumenti che stimolano la nostra percezione del suono, rendendo visibile la poesia di ciò che è per sua stessa natura immateriale e invisibile per eccellenza. Strumenti con cui si può “giocare” il suono – “to play” in inglese e “jouer” in francese hanno lo stesso significato di suonare – come fanno i musicisti nel video prodotto dall’artista per l’occasione.

Maurizio Nannucci

from 2015-06-26 to 2015-10-18

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Transformers: Choi Jeong-hwa, Didier Fiuza Faustino, Martino Gamper e Pedro Reyes

from 2015-11-11 to 2016-02-28

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Maurizio Sacripanti. Expo Osaka ’70

from 2015-05-29 to 2015-10-25

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


FOOD dal cucchiaio al mondo

from 2015-05-29 to 2015-11-08

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Olivo Barbieri. Immagini 1978-2014

from 2015-05-29 to 2015-11-15

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Joshua Thorpe. BEES

from 2015-06-19 to 2015-10-04

Museo Napoleonico

Dal 18 giugno al 4 ottobre 2015 il Museo Napoleonico di Roma ospita Bees, la prima mostra personale in Italia dell’artista canadese Joshua Thorpe.

Dal 18 giugno al 4 ottobre 2015 il Museo Napoleonico accoglie Bees, la prima mostra personale in un museo italiano dell’artista canadese Joshua Thorpe.

La mostra, curata da Luca Arnaudo, è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio dell’Ambasciata del Canada in Italia e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

“Sull’abito imperiale metterete delle stelle, o meglio delle api; quest’ultimo emblema ha qualcosa di nazionale: alcune furono trovate nella tomba di Childerico I, e questo insetto è simbolo di operosità. Le stelle saranno per me, le api per il popolo.” (Napoleone Bonaparte, indicazioni per la cerimonia d’incoronazione del 2 dicembre 1804).

 

Napoleone riconosceva una particolare importanza simbolica alle api: emblema di attivismo, immortalità, e insieme di quegli antichi re merovingi di Francia a cui il nuovo imperatore intendeva richiamarsi. Per la sua mostra presso il Museo Napoleonico Joshua Thorpe prende l’ape come punto di partenza, ma, anziché trattarla come un simbolo culturale, la assume quale forza della natura: l’esibizione intende così animare quietamente le sale del museo con un ronzio e una vitalità immaginale sorprendenti, rinviando a un piano diverso da quello della cultura umana.

All’apparenza concettuale, nel fondo genuinamente poetico, l’intervento di Thorpe mira ad affiancare l’opulenza del Museo Napoleonico con una fantasia di api, fiori, vento, alberi: il tutto attraverso la consueta pluralità di mezzi espressivi (testi, suoni, immagini) tipica dell’artista. Come in una sorta di straniante quanto coinvolgente caccia al tesoro, tra le preziose memorabilia del museo andranno dunque rinvenute le minimalia di Thorpe, esemplari minuti di un’arte che – con un’operosa alienità simile a quella delle api – s’inserisce negli interstizi del mondo per vivificarlo e rinnovarlo.

In occasione della mostra verrà realizzato un libro d’artista in edizione limitata.

Josh Thorpe

Nato nel 1975 a Vancouver, Canada, Josh Thorpe è un artista, scrittore e musicista con base a Toronto. Diverse le mostre all’attivo, in Canada, Stati Uniti ed Europa: tra le più recenti personali si segnalano Park and Toga (Birch Contemporary, Toronto, 2014), A dog at sea (3A Gallery, New York, 2013), The House (Campbell House, Toronto, 2011); tra le prossime mostre in programma nel 2015, Open City a Lublino, CSA Space a Vancouver, 3A Gallery a New York. 

Thorpe è anche autore di vari scritti di critica d’arte: tra questi si segnala, in particolare, la monografia Dan Graham Pavilions: A Guide (Art Metropole, 2009).


Nero su Bianco

from 2015-05-26 to 2015-07-19

American Academy in Rome


Sławomir Mrożek. La vita merita di essere vissuta

from 2015-06-24 to 2015-09-15

Accademia Polacca delle Scienze


Giuseppe Terragni a Roma

from 2015-05-29 to 2015-09-16

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano


Demonumento

from 2015-06-12 to 2015-07-10

Galleria Portinari dell'Ambasciata del Brasile


Eva Peron in immagini

from 2015-06-12 to 2015-07-09

Ambasciata della Repubblica Argentina


Julia macht Geschichte - Giulia fa la storia

from 2015-06-15 to 2015-07-15

Forum Austriaco di Cultura


"WHERE IS ABEL?" di Gregorio Samsa

from 2015-06-09 to 2015-07-20

AlbumArte - Spazio progetti per l’arte contemporanea


Il cielo sopra Roma. Pittori tedeschi e paesaggio italiano

from 2015-05-08 to 2015-09-13

Casa di Goethe


La Biblioteca Vallicelliana celebra il suo fondatore nel V centenario della sua nascita: S. Filippo Neri (1515 - 1595)

from 2015-05-21 to 2015-10-16

Biblioteca Vallicelliana


E questo vi conterà il libro - Alla scoperta di terre e sapori

from 2015-05-21 to 2015-10-30

Biblioteca Casanatense


Maurizio Donzelli - AD ALTEMPS

from 2015-05-26 to 2015-07-26

Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps


Sintattica - Luigi Battisti, Claudioadami, Pasquale Polidori

from 2015-05-28 to 2015-10-11

Museo Hendrik Christian Andersen


Lo Stato nell'Arte - l'Arte nello Stato

from 2015-05-26 to 2015-11-29

Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo


L'Ungheria si presenta

from 2015-09-25 to 2015-10-09

Complesso del Vittoriano


La Moldova si presenta

from 2015-09-08 to 2015-09-22

Complesso del Vittoriano


La Repubblica del Mozambico si presenta

from 2015-06-25 to 2015-07-09

Complesso del Vittoriano


Zeffirelli tra cinema e teatro

from 2015-05-15 to 2015-10-18

Villa d'Este - Tivoli


Morandi in calcografia. La collezione delle matrici 1912-1964

from 2015-06-10 to 2015-07-31

Istituto Nazionale per la Grafica - Calcografia


Experience Etruria - Nettare e ambrosia. il cibo degli Dei

from 2015-05-14 to 2015-10-31

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Grand Tour. L’Italia vista dagli artisti cinesi

from 2015-05-10 to 2015-09-06

Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (Palazzo Brancaccio)


Tracey Emin - "Wait to love"

from 2015-05-09 to 2015-09-05

Galleria Lorcan O'Neill


Jonathan Monk. All the possible combinations of twelve lights lighting (one at a time)

from 2015-05-21 to 2015-09-13

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969) ha parcheggiato la sua Vespa PK all'interno del museo, con le luci accese. Il faro di testa, quello di coda, le frecce, le luci dei freni e quelle sul cruscotto si accendono e si spengono in un ordine apparentemente casuale.

La sequenza in realtà è stata organizzata dall'artista secondo un ritmo preciso, fino ad ottenere 479.001.600 possibili combinazioni: un numero che si potrebbe esaurire in oltre quindici anni di attività delle luci.

In occasione della mostra, il MACRO presenta il libro dedicato all'opera con circa duecento immagini in bianco/nero della Vespa, corredate da un piccolo riquadro bianco nell'angolo in alto a sinistra di ogni pagina. Queste immagini sono separate da dodici fotografie a colori delle varie luci sullo scooter. Grazie ad un foglio di adesivi colorati, ogni lettore può "creare la propria unica combinazione di luci (una per volta nel riquadro bianco)".

Con l'installazione di Monk prende avvio la rassegna “Just one”, nella quale il curatore Costantino D’Orazio invita artisti di fama internazionale ad esporre una sola opera particolarmente significativa, negli spazi del museo di solito non utilizzati per le mostre.


Arturo Noci (1874-1953). Figure e ritratti degli anni romani

from 2015-06-11 to 2015-09-27

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Allestita nell’ambito della mostra    Artisti dell’Ottocento - Temi e riscoperte,  la mostra è un “focus” di due sale sul pittore romano Arturo Noci (Roma 1874 – New York 1953) incentrata sul periodo che precede il suo trasferimento a New York nel 1923. Le opere selezionate sono tra i più bei dipinti di figura che il pittore abbia mai realizzato in quegli anni.

Proveniente da una formazione ottocentesca, allievo di Filippo Prosperi all’Accademia di Belle Arti di Roma, Noci si afferma già nei primi del Novecento come uno dei più apprezzati giovani pittori, grazie anche alla presenza in importanti esposizioni nazionali quali le biennali di Venezia, dove espone costantemente dal 1901 al 1922. Dopo un iniziale interesse verso il paesaggio di ascendenza simbolista, che gli valse la fama di «pittore delle cose tristi», Arturo Noci si concentra sempre più sulla figura, in particolare sull’immagine femminile, di cui diverrà uno dei più raffinati interpreti.

Risale ai primi del Novecento una serie di nudi dall’erotismo velato, in cui donne svestite si lasciano ritrarre in momenti di intimità domestica avvolte da una calda luce crepuscolare (in mostra: Nello studio, 1905 circa).  Il successo ottenuto da questi dipinti lo porta presto ad imporsi come uno dei principali pittori di figura nella Roma di inizio secolo, procurandogli le prime importanti commissioni .

Diviene quindi uno dei ritrattisti più ricercati nella Roma della Belle Époque. Favorito dal suo bell’aspetto e da un’innata eleganza nei modi - come raccontano le cronache del tempo - Arturo Noci all’inizio del secolo entra in quel circuito mondano fatto di feste sfarzose  tenute in salotti alla moda e animate da personaggi come Gabriele d’Annunzio. Proprio in uno di questi ricevimenti, il pittore incontra la “bianca” – come la definì il poeta abruzzese – Contessa Gianotti, la quale gli commissiona l’elegante ritratto a pastello oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Roma.  Mai esposto prima, il Ritratto della Contessa Gianotti Ã¨ una delle 17 opere presentate in questa occasione. Sono questi gli anni in cui Noci, ormai pienamente affermato, riceve importanti commissioni dall’aristocrazia locale e dal mondo dello spettacolo: particolarmente suggestivi sono i ritratti esposti di tre dive del cinema muto, tra cui il grande e importante Ritratto di Lyda Borelli, che indugia su particolari velati di sensualità quali le labbra, accese da un rossetto rosso carminio.

L’artista, di cui sono anche esposti alcuni ritratti maschili e tre autoritratti, sembra tuttavia avere una spiccata sensibilità per la bellezza femminile e, in particolare, per le donne dai capelli rossi: nei suoi taccuini abbondano nomi e indirizzi di modelle con accanto annotazioni e apprezzamenti.  

Sebbene i documenti e le testimonianze tratteggino il profilo di un artista sempre circondato da donne bellissime,  Noci non si sposò mai e alla vita familiare preferì sempre l’universo esclusivo e dorato della mondanità.

CuratorI
Cinzia Virno e Manuel Carrera

Catalogo
Palombi Editori

RASSEGNA STAMPA

da “Il Giornale dell’Arte” 4 giugno 2015    Arturo Noci: riappare un protagonista della Bella Époque romana di Tina Lepri

da Artemagazine 10 giugno 2015    Nella Capitale, la Bella Époque di Arturo Noci

da “Tribunaitalia” 11 giugno 2015     La bella mostra su Arturo Noci alla Galleria d’Arte Moderna di Roma di Marco Rossi

da “Romadaleggere” 11 giugno 2015    Arturo Noci: ritratti di bellezza di Alessandro Morino


SURPLACE - Installazione di Mario Airò

from 2015-04-29 to 2015-07-10

Giardino di Sant'Alessio


TANTI AUGURI ERICO! Mostra dedicata a Erico Menczer

from 2015-05-08 to 2105-06-08

TANTI AUGURI ERICO! Mostra dedicata a Erico Menczer

LA MOSTRA VERRA' INAUGURATA VENERDI 8 MAGGIO ALLE ORE 18

ORARI lun - ven ● 15.00 – 19.00 sabato e domenica ● 10.00 – 13.00

L’8 maggio del 1926 nasceva Erico Menczer, uno dei più grandi direttori della fotografia (ma anche fotografo, pittore e scrittore)

Attraverso il suo lavoro e la passione che metteva nel fare questo mestiere, Erico Menczer ha contribuito a dare un valore aggiunto al cinema italiano.

In occasione di questa ricorrenza, e grazie al supporto della Casa del Cinema luogo a lui molto caro, si è sviluppata l’idea di questa mostra, che vuole ricordarlo e fargli omaggio per la sua lunga e prosperosa carriera. L’esposizione racconta il suo percorso artistico attraverso immagini fotografiche e articoli di giornali d’epoca che lo vedono protagonista. Erico Menczer ha affiancato registi di grande spessore come Luchino Visconti, Carlo Lizzani, Michelangelo Antonioni, Paolo e Vittorio Taviani, Dario Argento, solo per citarne solo alcuni. In questa mostra vediamo Erico a lavoro sui set cinematografici con Totò, Anna Magnani, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Catherine Spaak e ancora tanti altri che lo hanno apprezzato per il suo talento con dediche specifiche esposte. Brindiamo con lui in segno di gratitudine e stima, per averci regalato ricordi preziosi della storia del cinema.

Grazie Erico!

Mostra a cura:

Dott.ssa Teresa Perri


Shalom Moreno! Documenti inediti e scritti privati dall’archivio di Rav Toaff z’’l

from 2015-05-01 to 2015-09-30

Museo Ebraico di Roma


Florence Henri

from 2015-05-05 to 2015-08-31

Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano


D'Annunzio soldato

from 2015-05-05 to 2015-09-15

Museo Storico della Fanteria e Museo Storico dei Carristi


I Belgi. Barbari e Poeti

from 2015-05-15 to 2015-09-13

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

La mostra espone opere dei maggiori artisti belgi del XX secolo e del XXI secolo, delineando una panoramica sull’arte e la cultura belga del periodo, sulle sue molteplici declinazioni e sul suo carattere iconoclasta, ironico e poetico.

Il titolo della mostra è ispirato al passo del De Bello Gallico di Giulio Cesare "Horum omnium fortissimi sunt Belgae" (Di tutti, i Belgi sono i più coraggiosi), per sottolineare l’antico legame tra il Belgio e Roma e il carattere intrepido e selvaggio, libero da convenzioni e categorizzazioni, che fa parte integrante dell’anima e della cultura belga.

Una libertà che, nelle opere esposte, si riflette spesso nell’uso di materiali insoliti e nella presenza continua di autoironia e sarcasmo, pur se accompagnati da una vena poetica notevole.

Attraverso le opere di artisti che hanno segnato l’arte belga del XX secolo come James Ensor, René Magritte, Paul Delvaux, Marcel Broodthaers, Constant Permeke, ma anche tramite i lavori di contemporanei tra cui Panamarenko, Messieurs Delmotte, Jan Fabre, Pascal Bernier, la mostra mette in evidenza la continuità di questa tradizione barbara e poetica.

Artisti in mostra: James Ensor, Paul Delvaux, Armand Simon, Constant Permeke, Frits Van den Berghe, Gustave Van de Woestyne, E.L.T. Mesens, Félicien Rops, Léon Spilliaert, René Magritte, Camille D'Havé, Marcel Mariën, Christian Dotremont, Panamarenko, Marcel Broodthaers, Pierre Alechinsky, Paul Duhem, Frédéric Penelle & Yannick Jacquet, Jacques Charlier, Koen Vanmechelen, Johan Muyle, Daniel Pelletti, Mario Ferretti, Vincent Solheid, Pascal Tassini, Peter Buggenhout, Michel Mouffe, Jan Fabre, Wim Delvoye, Hell'O Monsters, Jacques Lennep, Jean-Luc Moerman, Messieurs Delmotte, Patrick van Roy, Pascal Bernier, Leo Copers, Berlinde De Bruyckere, Alessandro Filippini, Phil Van Duynen, Walter Swennen, Daily-Bul.


CZECH FUNDAMENTAL - Fotografia ceca di avanguardia e contemporanea dal 1920 a oggi

from 2015-05-27 to 2015-07-19

Museo di Roma in Trastevere

Esposizione dedicata alla grande fotografia ceca. Per la prima volta a Roma vengono presentate 180 opere di 43 grandi fotografi.

Il percorso espositivo guida il visitatore in un dialogo con la fotografia di origine ceca, attraverso un itinerario che si muove tra il nuovo e lo storico: partendo dai primi movimenti d’avanguardia degli anni ‘20, si giunge ad un’ampia selezione di artisti contemporanei i cui lavori incarnano un approccio autoriale e sperimentale al mezzo fotografico.

Nella prima sezione, che comprende il Costruttivismo, il Surrealismo e la Nuova Oggettività dal 1920 al 1945, sono esposte fotografie che si sono rivelate fondamentali nello sviluppo di una visione specificatamente ceca: i nudi di František Drtikol, le composizioni contemplative di Jaroslav Rossler e Jaromir Funke, gli arrangiamenti surreali di Vaclav Zykmund e le nature morte poetiche di Josef Sudek.

La seconda sezione presenta l’Arte Informale, il Surrealismo e il Minimalismo del periodo che va dal dopoguerra agli anni ‘70, mentre la terza e ultima sezione abbraccia la fotografia di studio, il Postmodernismo e la Nuova Sperimentazione degli anni ‘90, concentrandosi sulle diverse visioni moderne e contemporanee di autori cechi e slovacchi che sono stati punto di riferimento nell’arco degli ultimi trent’anni. Essi rappresentano l’ultima generazione non ancora assorbita dalla globalizzazione e la digitalizzazione, che nei decenni successivi hanno cambiato radicalmente la visione della fotografia ceca e non solo.


Gioacchino Ersoch (1815 – 1902). Un architetto per Roma Capitale

from 2015-05-16 to 2015-09-20

Museo di Roma - Palazzo Braschi

La mostra celebra il bicentenario della nascita dell’architetto che, con lunga ed eclettica attività professionale, rispose creativamente alle esigenze di una città in evoluzione, spaziando dall’architettura civile a quella funzionale. Le opere e i documenti presentati, provenienti dalle collezioni del Museo di Roma, dall’Archivio Storico Capitolino e dall’Archivio Gianfranco Ersoch, ne tratteggiano la carriera, le idee e la pratica, anche attraverso l’esposizione di alcuni dei suoi strumenti di lavoro.

Gioacchino Ersoch. Architetto, urbanista, inventore. È a lui – in occasione del bicentenario della nascita - che sarà dedicata la mostra “Gioacchino Ersoch (1815 – 1902). Un architetto per Roma Capitale”ospitata al Museo di Roma Palazzo Braschi dal 16 maggio al 20 settembre 2015.

In esposizione una serie di progetti e disegni dell’architetto romano di origini svizzere, in parte inediti, accompagnati da dipinti e fotografie d’epoca, per raccontare un periodo della storia di Roma e dell’amministrazione capitolina poco noto e far conoscere meglio la sua figura di professionista  al servizio del Comune dal 1848 al 1889. Sono anni di importanti cambiamenti per la città, soprattutto nei primi decenni dopo il 1870, quando Roma, designata a capitale d’Italia, è protagonista di grandi trasformazioni, oltre che nel campo politico e sociale, in quello dello sviluppo urbanistico e architettonico. Ersoch, responsabile dell’Ufficio municipale di edilizia pubblica, impresse una decisa svolta alla sua personale progettualità e a quella del suo staff, indirizzandola verso un’architettura pubblica più adatta al nuovo ruolo di Roma studiando, nel contempo, adeguate tipologie di arredo monumentale e celebrativo.

 â€œGioacchino Ersoch (1815 – 1902). Un architetto per Roma Capitale” è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo –  Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma in collaborazione con l’Archivio Storico Capitolino, con la cura scientifica di Alessandro Cremona, Claudio Crescentini e Laura Francescangeli. L’organizzazione è di Zètema Progetto Cultura. Un evento articolato che segue l’uscita della collana di studi e ricerche Romarchitettonica curata dalla Sovrintendenza, della prima monografia su Ersoch, dove sono documentati gran parte dei progetti e degli interventi studiati per rispondere alle esigenze della città nel delicato passaggio da capitale dello Stato Pontificio a capitale d’Italia.

L’esposizione affronta diverse linee tematiche che illustrano il lavoro dell’architetto. Le opere e i documenti presentati, provenienti dalle collezioni del Museo di Roma, dall’Archivio Storico Capitolino e dall’Archivio Gianfranco Ersoch, tratteggiano la carriera, le idee e la pratica dell’architetto, anche attraverso l’esposizione di alcuni dei suoi strumenti di lavoro. Si propongono quindi alcuni studi di dettagli di “ornato”, dai quali emerge la versatilità del progettista in grado di lavorare a tutto campo, immediatamente confrontabili con ideazioni più grandiose, come i piani per la trasformazione dei palazzi capitolini o per i monumenti celebrativi, tra questi ultimi un monumento a Vittorio Emanuele II mai realizzato. A questi progetti sono affiancati quelli per l’arredo della pubblica passeggiata del Pincio (i cui esiti caratteristici sono brillantemente raffigurati in alcuni dipinti dell’epoca), e quelli per gli interventi urbanistici ed edilizi di scala maggiore. Tra questi molti impianti “funzionali” per la vita cittadina, come scuole, mercati e cimiteri, ma soprattutto il Mattatoio a Testaccio, grande opera e suo capolavoro indiscusso, modello di efficienza e razionalità funzionale.

La mostra vuole dunque rendere noto un lavoro complesso e articolato, nel quale hanno trovato posto anche le realizzazioni effimere tanto in voga a Roma nell’Ottocento: gli allestimenti celebrativi per l’accoglienza delle personalità di Stato, i “catafalchi”, eretti in occasione delle cerimonie funebri, e le complesse macchine pirotecniche per onorare degnamente le nuove ricorrenze  nazionali, come la “Festa dello Statuto” istituita nel 1861 per celebrare,  nella prima domenica di giugno, l’Unità d’Italia.

Per l’intera durata della mostra, l’Archivio Storico Capitolino ospiterà una selezione di carte e disegni progettuali lì conservati che costituiscono un approfondimento sull’opera e il percorso professionale di Ersoch.


OPPO. Pittura, disegno, scenografia

from 2015-05-20 to 2015-10-04

Musei di Villa Torlonia: Casino dei Principi

La mostra (organizzata dall’Archivio Oppo in collaborazione con Museo della Scuola Romana e Archivio Storico del Teatro dell’Opera di Roma) con 50 dipinti, 20 disegni, 20 bozzetti scenografici e 4 costumi, racconta l’Oppo «artista» al di là del suo noto ruolo istituzionale.

L’esposizione attraversa mezzo secolo di storia dell’arte italiana, dalle opere giovanili legate al clima della Secessione, a quelle del secondo dopoguerra, più intimiste. Con la sua proposta artistica Oppo partecipa alla grande stagione del Novecento accanto a De Chirico, Sironi, Carrà, De Pisis. Negli anni Trenta dialoga con i giovani protagonisti della «Scuola romana», da Mafai a Scipione, sostenendo la crescita e la proiezione internazionale di tutto l’ambiente, con la Quadriennale, l’avventura della «Galleria della Cometa», e le esperienze all’estero: Esposizione Universale di Barcellona (1929) e di New York (1939).
Proposta anche la sua attività di scenografo e costumista per il Teatro dell’Opera di Roma, il Maggio Fiorentino, la Scala di Milano e la Fenice di Venezia.
Per meglio comprendere la figura di Oppo quale protagonista del suo tempo, la Fondazione Oppo ha messo a disposizione il materiale inedito del suo Archivio, ricco di corrispondenze con artisti e intellettuali dell’epoca, documenti, foto, caricature, disegni e ritratti.


Fan Zeng. La sinfonia delle civiltà

from 2015-06-30 to 2015-09-27

Complesso del Vittoriano


Jean-Luc Moulène. Il était une fois

from 2015-04-30 to 2015-09-13

Accademia di Francia - Villa Medici


La fabbrica della Sapienza. L'Università al tempo di Borromini

from 2015-05-01 to 2015-07-26

Archivio di Stato di Roma, Complesso di Sant'Ivo alla Sapienza


David LaChapelle. Dopo il diluvio

from 2015-04-30 to 2015-09-13

Palazzo delle Esposizioni


Terrantica. Volti, Miti e Immagini della Terra nel Mondo Antico

from 2015-04-23 to 2015-10-11

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Sogni del Rütrafe - Ornamenti in argento dei Mapuche

from 2015-04-22 to 2015-07-31

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"


Steve Mc Curry. Oltre lo sguardo

from 2015-04-18 to 2015-09-20

Teatro1 di Cinecittà


GOOD LUCK di Lara Favaretto

from 2015-04-30 to 2015-09-20

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


BALTHUS

from 2015-10-15 to 2016-01-24

Scuderie del Quirinale


Gli amici di Toti Scialoja e Gabriella Drudi

from 2015-05-21 to 2015-09-06

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Nell’ambito della mostra    100 Scialoja. Azione e Pensiero vengono presentate una serie di opere della collezione privata di Toti Scialoja e di sua moglie Gabriella Drudi, sempre concesse dalla Fondazione Toti Scialoja di Roma nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita dell'artista.

Si tratta di oltre 70 opere, fra quadri, sculture, disegni e grafiche, che bene  documentano sette decenni di amicizie, rapporti, ricerche in comune maturate in diversi contesti artistici e culturali, lungo un viaggio che da Roma giunge a New York e ritorno.

La collezione è divisa in due sezioni tematiche, con andamento cronologico, partendo da Gli amici italiani, con opere di Afro, Burri, Colla, Corpora, de Pisis, Dorazio, Fontana, Leoncillo, Maccari, Mafai, Mauri, Melotti, Mirko, Morandi, Novelli, Perilli, Rotella, Savinio, Strazza, oltre ai “4 fuori strada”, di cui hanno fatto parte Ciarrocchi, Sadun, Stradone e lo stesso Scialoja, ed altri, con opere tutte da scoprire. Si prosegue con Gli amici dal mondo, con opere di Calder, de Kooning, Gorky, Guston, Marca-Relli, Motherwell, Pepper, Twombly, Rukhin, ecc.

Naturalmente questa raccolta, con cui si ribadisce la scelta metodologica e scientifica di presentare in mostra esclusivamente opere provenienti dalla Fondazione Scialoja e quindi di proprietà dello stesso Toti, non esaurisce il panorama degli artisti con cui furono stabiliti stretti rapporti, mancando ad esempio lavori di Renato Birolli e Corrado Cagli per il contesto italiano e di Mark Rothko per quello americano.

Complessivamente si viene a creare un dialogo sottile e illuminante fra le opere dello stesso Scialoja e quelle dei suoi amici artisti, con una rete di rapporti che offre anche la possibilità di capire meglio tanti snodi, scelte linguistiche e predilezioni dell’artista romano. Partendo dalla seconda metà degli anni Trenta alla fine del suo percorso – anni Novanta – senza dimenticare un cenno sommario alla sua feconda attività di docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con le opere degli allievi storici, della “prima generazione” (cronologicamente la seconda metà anni Cinquanta), con Battaglia, Fioroni e Gardini le cui le opere provengono sempre dalla collezione Scialoja.

Tutti i lavori presentati nelle due predette sezioni, sono messi a confronto/riscontro con alcune opere sperimentali, per così dire, dello stesso Scialoja e con i suoi libri d’artista – Tra le tecniche di Scialoja: indagini e riscontri – in un vero e proprio confronto sulle tecniche della seconda metà del Novecento.
Co-protagonista assoluta della mostra diventa quindi la tecnica dell’artista, con quel suo  particolare piacere per l’utilizzo di materiali, a volte, inconsueti e spesso legati proprio alle sperimentazioni materiche dei suoi amici. In questo modo si viene a realizzare un’osmosi diretta fra opere, tecniche e artisti in mostra, che porta il visitatore ad un rapporto visuale privilegiato, da Scialoja ai suoi amici, lungo circa cinquanta anni di arte nazionale e internazionale riassunto in mostra dalle parole dello stesso artista.

Infatti, grazie alla collaborazione con RAI Direzione Teche verrà proiettata in mostra una trasmissione della RAI interamente dedicata all’artista, dal titolo Autoritratto d’arte contemporanea: Toti Scialoja (1993), di Guidarello Pontani (durata 8’,42’’), dove l’artista spiega appunto la sua tecnica, il suo pensiero, i suoi incontri americani.


Opere della collezione MACRO #1. L'altra metà dell'arte. Un percorso al femminile nella Collezione Macro

from 2015-05-21 to 2015-11-08

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Prima mostra di un nuovo ciclo che intende valorizzare la collezione permanente del MACRO, una consistente raccolta formatasi con opere dagli anni Sessanta in poi. Questo primo focus si concentra su diciassette figure femminili di spicco del panorama artistico italiano ed internazionale.

Si tratta di Titina Maselli, Carla Accardi, Giosetta Fioroni, Maria Lai, Isabella Ducrot, Sissi, Alessandra Tesi, Avish Khebrehzadeh, Elisa Montessori, Amparo Sard, Paola Gandolfi, Lia Drei, Rosanna Lancia, Nedda Guidi, Benedetta Bonichi, Beatrice Pediconi, Elisabetta Catalano,

Costruita prevalentemente con opere di grande impatto visivo e ambientale, la mostra stabilisce parallelismi tra le diverse generazioni, trovando alcuni filoni di continuità tra le artiste, nonostante le distanze: l’esperienza pittorica bidimensionale delle maestre Maselli ed Accardi si apre oltre i confini stretti delle  tele, con il fare artigianale, il cucito, la produzione tessile, nelle opere di Sissi, Isabella Ducrot, Maria Lai; una manualità che torna nella grande videoinstallazione di Alessandra Tesi, nelle opere scultoree in ceramica di Giosetta Fioroni e Nedda Guidi e nelle meticolose opere su carta di Elisa Montessori, Amparo Sard e Lia Drei; la carta è fondamentale anche per Avisk Khebrehzadeh che ne fa il supporto per un’altra importante videoinstallazione presente in mostra; per Alessandra Bonichi tema centrale è l’introspezione del corpo, motivo che ritorna con Paola Gandolfi e, ancora, con Amparo Sard;  la fragilità dell’essere è un concetto espresso come segno metaforico nella scultura di Rosanna Lancia e nei corpi evanescenti di Beatrice Pediconi; la memoria privata ed il racconto sono i temi conduttori di Lai, Khebrehzadeh, Fioroni.

Un discorso a sé costituisce il gruppo di fotografie, in comodato Unicredit, di Elisabetta Catalano (Roma, 1944-2014), importante testimone e ritrattista della vita culturale e cinematografica italiana dagli anni Settanta in poi, coinvolta spesso, con le sue fotografie, nei processi creativi delle opere di performer e artisti concettuali (M. Pistoletto, V. Pisani, F. Mauri, S. Chia, M. Rotella, C. Tacchi, G. De Dominicis). Per gentile concessione dell'Archivio Catalano, è presente in mostra anche l'unico ritratto fotografico di artista "Titina Maselli nel suio studio", 1976.


Appunti di una Generazione #1. Giuseppe Pietroniro - Andrea Salvino

from 2015-05-21 to 2015-07-26

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Nuovo ciclo di mostre personali dedicate agli artisti italiani emersi negli anni ’90. Ad aprire la rassegna sono Giuseppe Pietroniro ("E' come se nulla fosse…") e Andrea Salvino ("Ricominciare da capo non significa tornare indietro"), artisti che si sono formati e hanno esordito a Roma nell’ultimo scorcio del XX secolo.

Pietroniro indaga continuamente il senso del limite, categoria connaturata all’uomo e al tempo: limite della visione, limite dello spazio, limite della relazione tra uomo e uomo. Il valore aggiunto della sua ricerca consiste nella capacità di raccontare una dimensione filosofica ed esistenziale attraverso l’uso di oggetti quotidiani, sapientemente modificati così che l’opera si trasformi in una sfida alla funzionalità o crei illusioni ottiche e artifici formali dove l’occhio entra in conflitto con la mente, che cerca una spiegazione plausibile entro il limite della ragione.

La ricerca artistica di Salvino è strettamente connessa alla storia e trae ispirazione dall’iconografia politica, sociale e cinematografica fondamentalmente del 900 Italiano ed Europeo fino ai nostri giorni. Il suo lavoro può essere inteso come una pagina di storia non ufficiale scritta per immagini attraverso aneddoti e dettagli tratti da documenti figurativi.

Note biografiche

Giuseppe Pietroniro
Toronto (Canada) 1968. Vive e lavora a Roma.
Tra le sue mostre personali: 2012 – Né qui né altrove, Museo H.C. Andersen, GNAM, Roma, (con Marco Raparelli), 2011 - Risonanza, Fondazione Merz, Torino; 2009 – Lo scandalo del vuoto, Spazio Gerra, Reggio Emila; 2008 – Giuseppe!!! W Warsawie, Zacheta National Gallery of Art, Galeria Kordegarda; Warszawa, Polonia, 2007 - Perluciditas, Galleria Maze, Torino.

Andrea Salvino
Roma 1969. Vive e lavora a Berlino.
Tra le sue mostre personali: 2013 - PRIVATE, Studio Geddes, Roma; 2012 La Mer en Hiver, Grimmuseum, Berlino; 2011 - “Non riconciliati o solo violenza aiuta, dove violenza regna – Nicht versöhnt oder Es hilft nur Gewalt, wo Gewalt herrscht”, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; 2005 - Antagonista, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano; 2004 - I senza nome, Galleria Roma Roma Roma (Toby Webster, Gavin Brown, Franco Noero), Roma; 2003 - Donne facili, Galleria Tommaso Corvi-Mora, Londra; 2001 - Il disprezzo, Fondazione A. Olivetti, Roma; Spazio aperto, Galleria d’Arte Moderna, Bologna (con Marco Neri); 1995 - Cloro al clero, Milleventi, Torino; 1994 - Paghertete caro, pagherete tutto, Autori-Messa, Roma


Josh Smith

from 2015-06-05 to 2015-09-20

MACRO Testaccio

Prima mostra personale in un museo italiano dell’artista americano Josh Smith, nato nel Tennessee nel 1976 ma residente a New York, la cui ricerca si fonda su tecniche come la pittura su carta, il collage, l’incisione e l’edizione di libri d’artista, che Smith considera a tutti gli effetti delle opere in sé.

La mostra è concepita come un’antica quadreria, che riunisce un centinaio di dipinti dello stesso formato, realizzati per l’occasione, che ricostruiscono la multiforme personalità dell’artista, attivo dal 2003. Una sorta di omaggio all’opulenza e al fasto del barocco romano, che permette al pubblico di approfondire i diversi aspetti della pittura di Josh Smith.

Partendo da una riflessione legata al proprio nome, l’artista produce una serie di opere,  utilizzando tecniche diverse, dall’olio all’acrilico, dall’acquarello all’incisione, costruendo dei veri e propri assemblaggi di forme e colori, spesso ispirate ad immagini o a tematiche figurative.

E’ una pittura che unisce l’energia cromatica e gestuale dei maestri dell’arte statunitense, da De Kooning a Guston fino a Schnabel o Basquiat, con uno studio profondo della storia dell’arte europea, intrisa di riferimenti a Paul Cezanne o  Kurt Schwitters. Attento studioso di grafica e di editoria, ha dedicato una importante parte della sua produzione alla creazione di libri d’artista.

La mostra documenta le diverse fasi del suo lavoro, che indaga il rapporto tra autorialità e serialità attraverso le serie  dei  Name Paintings - speculazioni formali attorno ai caratteri J,O,S,H,S,M,I,T e H -, gli Abstract paitings , i Collages e i  Palette Paintings, eseguiti con un procedimento legato alla pulizia dei pennelli. Opere realizzate negli ultimi sei anni , dal 2009 al 2015 (di cui un importante nucleo inedito)  che risentono di una tradizione astratta che ha origine negli anni Ottanta , in linea con artisti come  Terry Winters, Albert Oehlen e Christopher Wool, tra i primi a spingere il gesto pittorico verso una produzione seriale. Inoltre gli Stage paintings , con la loro struttura minimalista  si accompagnano ad un centinaio di sgabelli da bar, suddivisi tra i due padiglioni, che permettono ai visitatori di sedersi per cogliere con più attenzione i dettagli dell’arte di Josh Smith.

Note biografiche
Nato nel 1976 a Knoxville nel Tennessee, Josh Smith ha avuto molte mostre personali negli Stati Uniti e in Europa, come The American Dream alla Brant Foundation di Greenwich, CT in 2011, Who Am I at De Hallen di Haarlem nel 2009 e Hidden Darts al Museum Moderner Kunst di Vienna nel 2008. Ha partecipato a molte collettive come The Painting Factory: Abstraction after Warhol al Museum of Contemporary Art di Los Angeles, Le Printemps de Septembre a Tolosa, The Generational: Younger Than Jesus al New Museum di New York, Uncertain States of America alla Serpentine Gallery di Londra, alla Lyon Biennial nel 2007. Nel 2011 ha partecipato alla Biennale di Venezia  ILLUMInazioni,  invitato da Bice Curiger. Ha esposto alla Saatchi Gallery di Londra, alla Luhring Augustine di New York, da Eva Presenhuber a Zurigo e  da Massimo De Carlo a Milano. Hanno scritto sul suo lavoro curatori internazionali come Massimiliano Gioni, Francesco Bonami, Hans Ulrich Obrist, Bice Curiger, Roberta Smith.


Sergio Staino. Satira e sogni

from 2015-05-06 to 2015-08-23

La Pelanda - Centro di produzione culturale

Antologica che ripercorre i passaggi decisivi del lavoro artistico di Sergio Staino, esponendo circa 300 opere, tra disegni, acquerelli e lavori digitali, in un percorso affascinante che permette di cogliere le diverse sfaccettature e le diverse fasi dell'intensa attività creativa di uno dei nostri massimi disegnatori e vignettisti, nonché attento narratore e arguto critico del costume nazionale.

In oltre 35 anni di carriera, Sergio Staino si è infatti cimentato con successo non solo come autore satirico ma anche come regista cinematografico, scrittore, scenografo, e promotore culturale.

La mostra romana si evidenzia oltre che per il suo valore artistico anche come testimonianza morale e culturale dopo i drammatici fatti di Parigi. Non a caso Sergio Staino, fraterno amico di Georges Wolinski, ha voluto dedicargli il catalogo, realizzato dalla Casa editrice Effigi.

Entrando all’ex mattatoio, il visitatore è accolto subito da un lungo e variopinto corteo di personaggi creati da Sergio Staino.

Negli spazi interni sono esposte tutte le più rilevanti opere dell’autore, dai grandi busti di personaggi protagonisti degli ultimi trenta anni della nostra vita politica e istituzionale, narrati con strisce, alcune delle quali mai esposte in Italia, al mondo di Bobo, a partire dalle strisce di Linus degli anni Settanta, preziose per comprendere come sono nati e si sono sviluppati i profili dei protagonisti di quella che poi è divenuta una vera e propria saga della vita sociale politica italiana.

In mostra anche due grandi fondali del Teatro Ariston di Sanremo disegnati da Staino per le due edizioni del Premio Tenco del 2006 e 2007 e un grande schermo – circondato dai disegni di “Lasciami cantare una canzone” - su cui scorrono le immagini e le musiche di famose interpretazioni di Gaber, De André, Guccini e di altri cantautori.

Le opere digitali - grandi tavole che mescolano la tecnica dell’acquarello con quella digitale - occupano un ruolo importante nella mostra romana.

E' lo stesso Staino a spiegare come si realizzano gli acquerelli digitali: "La tecnica è quella che in questo momento sto usando di più e che mi permette di combinare due termini, acquarello e digitale, apparentemente incompatibili. Prima con la penna a china disegno alcune parti sommarie dell’immagine che voglio costruire poi, ad acquarello, coloro le parti in cui grosso modo si completeranno le figure, alla fine scannerizzo tutto ed inizio il lavoro di rifinitura disegnando sul touch screen i particolari più minuti o correggendo quelli che non mi convincono. Vengono fuori questi ibridi d’autore dei quali naturalmente non esistono originali".

Oltre alle opere esposte a La Pelanda, una sezione "satirico-agro-alimentare" della mostra, dal significativo titolo "Cavoli a merenda", sarà allestita presso Eataly all'Ostiense.

Note biografiche
Sergio Staino è uno tra i più conosciuti e amati cartoonist satirici italiani. Esordì nel fumetto nel 1979 sulle pagine di Linus con il personaggio autocaricaturale Bobo. Da allora la sua attività artistica si è notevolmente ampliata andando ad esplorare i settori creativi più disparati: dal cinema alla televisione, alla letteratura, al giornalismo, alla promozione culturale in genere. Il suo amore più caro è comunque rimasto il fumetto ed è nelle strisce disegnate che, probabilmente, Staino riesce a cogliere profondamente emozioni, angosce ed entusiasmi. Sentimenti completamente condivisi dalla parte più inquieta e progressista della società italiana, capace di grande impegno civile collegato sempre ad una grande autoironia. Vive e lavora sulle colline fiorentine, nel comune di Scandicci.


Manzù. Le donne e il fascino della figura

from 2015-03-13 to 2015-11-06

Museo Ostiense, Scavi di Ostia Antica


Nakis Panayotidis - Guardando l'invisibile

from 2015-04-17 to 2015-09-13

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Esposizione


Lacus Iuturnae. La Fontana Sacra del Foro Romano

from 2015-03-06 to 2015-09-20

Archaeological area of the Roman Forum and Palatine Hill


Bengt Kristenson. Vibrazioni dal nord al sud

from 2015-03-12 to 2015-09-30

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


Barocco a Roma. La meraviglia delle arti

from 2015-04-01 to 2015-07-26

Fondazione Roma Museo (Museo del Corso) - sede di Palazzo Cipolla


MARC CHAGALL – "Love and Life"

from 2015-03-16 to 2015-07-26

Chiostro del Bramante


Girando a Cinecittà

from 2015-01-24

Cinecittà Studios

A spectacular journey through the Cinecittà studios to discover the secrets of cinema.

Cinecittà Shows off, traces the History of Cinecittà: scenes, costumes, sets, characters – actors, directors, producers – who passed through we called The Dream Factory
Actually, Cinecittà has always been the place where you can realize the immaterial, where authors and professionals can express themselves: going in with a script and coming out with a finished film. All this is made possible by the stages and workshops where the entire production process is carried out, but above all by the experience and expertise of the people working at Cinecittà.
The exhibition intends to pay homage to all the people who helped make Cinecittà great, to all those working “behind the scenes” and contributing to the creation of films with their talent and expertise.
The exhibition route reproduces every step of the film-making process, from the script to the post-production stage, focussing on the jobs and skills of the professionals involved in producing the finished work.
Admire the skill of the costume designers and seamstresses in the costume room along with the talent and creativity of the set designers and craftsmen in the set room!
The area of the exhibition is a pleasant place to spend some time with your family or alone in the middle of the green park looking at the historical buildings perfect examples of the rationalist architecture or the sculptures used for many movies all around the area.
Cinecittà Si Mostra is also dedicated to kids with Cinebimbi, the workshop where children can try out new things, play and have fun.
The exhibition takes place in a variety of exhibition spaces, both inside and outside, ranging from the Palazzina Direzione Generale to the Palazzina Fellini, , and taking in viale Broadway, Martin Scorsese’s Gangs of New York set and the set of Imperial Rome.


L'eleganza del cibo. Tales about food and fashion

from 2015-05-19 to 2015-11-01

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

"L’Eleganza del Cibo", una grande mostra, in occasione dell’EXPO 2015 per celebrare a Roma il connubio perfetto tra la nutrizione, tema dominante dell’esposizione universale, e la maestria sartoriale Made in Italy.

L’esposizione si articola nelle varie accezioni proprie della moda, dal tessuto, al ricamo, all’abito, all’accessorio, e ha come filo conduttore il cibo con un “richiamo alla natura”, secondo i quattro elementi naturali: Acqua, Aria, Terra, Fuoco.

All’interno delle sale museali si alternano oltre 160 creazioni, fra accessori e abiti, e immagini fotografiche e video, ologrammi, video mapping e visual-art, dove il cibo e le materie prime della natura sono al centro del progetto espositivo, in cui è protagonista la moda di ieri, di oggi e di domani.

Abiti, accessori, immagini fotografiche e video, video mapping e visual-artcostruiranno un percorso creativo contemporaneo dove il Made in Italy, l’alto artigianato e quindi latradizione del “bello e ben fatto” saranno espressione evidente di come e quanto la moda ha saputotrarre ispirazione dalla nutrizione. Il percorso espositivo, inoltre, sarà arricchito dalle fotografie dell’artista coreana Yeonju Sung, un viaggio onirico che racconta attraverso 8 immagini come il cibo possa dialogare con l’abito e assumerne le forme.

Mostra e catalogo a cura di  Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragno


Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi

from 2015-05-22 to 2016-02-07

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Retrospettiva dedicata allo scultore uruguayano Pablo Atchugarry 

Una rassegna di quaranta opere, di cui dieci monumentali esposte all’aperto, scaturite nella quasi totalità da quel marmo di Carrara che ha fornito indispensabile alimento agli irripetibili capolavori della classicità e del Rinascimento custoditi nell’Urbe.
Grazie all’abilità di Atchugarry si intende rinnovare l’antico e magico rapporto con lo statuario, evocando nelle composizioni delicatamente ascensionali del Maestro innegabili rimandi a una classicità che ci appartiene nell’intimo e nutre la sensibilità di chi ammira gli “eterni marmi”.
Ad ammirare le opere monumentali, che nella circostanza sono state collocate all’esterno, si comprende come quel percorso avviato più di duemila anni fa conosca qui la sua logica conclusione.
Le opere dialogano tra di loro tracciando percorsi, senza sovrastare l’imponenza dello sfondo, si contestualizzano con esso in un unico concerto architettonico, così che la magia si perpetua.
Marmi che ritrovano finalmente il loro spazio ottimale e l’immobilità del tempo, il concetto di equilibrio e di armonia non viene condizionato dalle dimensioni, dagli argomenti trattati o dalla sostanza su cui viene esercitata l’invenzione. Le opere alimentano l’eternità creativa del marmo che ne ha decretata quella gloria di cui ora, al Museo dei Fori Imperiali, riusciamo ad ammirare una nobile e godibile rappresentazione.

Attività didattiche
L’Artista ha voluto allestire anche uno spazio-atelier che lui stesso animerà da settembre con alcune visite guidate offerte al pubblico


Nutrire l'Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei

from 2015-07-02 to 2015-11-15

Museo dell'Ara Pacis

La mostra, ideata in occasione dell’EXPO 2015, racconta il mondo dell’alimentazione in età imperiale quando, intorno al bacino del Mediterraneo, si avviò la prima “globalizzazione dei consumi”
Su twitter:     @museiincomune      #Nutrirelimpero

Cosa e come mangiavano gli antichi romani? Come trasportavano migliaia di tonnellate di provviste dai più remoti angoli della terra? Come facevano a farle risalire lungo il Tevere fin nel cuore della città? E come le conservavano durante tutto l'anno? A queste e a tante altre curiosità risponderà la mostra “Nutrire l’Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei” che traccerà un affresco complessivo sull’alimentazione nel mondo romano grazie a rari e prestigiosi reperti archeologici, plastici, apparati multimediali e ricostruzioni. 

A seguito della pax romana, intorno al bacino del Mediterraneo si determinò quella che oggi chiameremmo la prima â€œglobalizzazione dei consumi" con relativa "delocalizzazione della produzione" dei beni primari. In età imperiale i romani bevevano in grandi quantità vini prodotti in Gallia, a Creta e a Cipro, oppure, se ricchi, i costosi vini campani; consumavano olio che giungeva per mare dall’odierna Andalusia; amavano il miele greco e soprattutto il garum, il condimento che facevano venire dall'Africa, dall'Oriente mediterraneo,  dal lontano Portogallo, ma anche dalla vicina Pompei. Ma, soprattutto, il pane che mangiavano ogni giorno era un prodotto d'importazione, fatto con grano trasportato via mare su grandi navi dall'Africa e dall'Egitto.

Il percorso espositivo ripercorre le soluzioni adottate dai romani per il rifornimento e la distribuzione del cibo, con i mezzi di trasporto via terra e soprattutto lungo le rotte marine.  Si affrontano, inoltre, i temi della distribuzione "di massa" e del consumo alimentare nei diversi ceti sociali in due luoghi per molti versi emblematici: Roma, la più vasta e popolosa metropoli dell'antichità, e l’area vesuviana, con particolare riguardo a Pompei, Ercolano e Oplontis, fiorenti centri campani. 


L’urlo indifferente. Sui luoghi del diario di Guerra di Giovanni Battista De Gasperi. Fotografie di Stefano Cioffi

from 2015-05-13 to 2015-07-05

Museo di Roma in Trastevere

Attraverso l’esposizione di 22 fotografie 100x132 scattate da Stefano Cioffi, la mostra ripercorre, 100 anni dopo, i luoghi raccontati nel diario di guerra del naturalista e geografo Giovanni Battista De Gasperi, morto in battaglia nel 1916.

Divenuto famoso da giovanissimo per un’avventurosa spedizione nella Terra del Fuoco, all’inizio della guerra G.B. De Gasperi fu arruolato come ufficiale degli alpini e schierato con le sue truppe sul passo di monte Croce, tra Coltrondo e Padola, nel Comelico. Il suo diario, pubblicato per volontà della famiglia nel libro che accompagna la mostra, affascina per la lucidità con cui descrive un fronte di guerra comunque in grado di suscitare riflessioni sulla natura e sul paesaggio.

Lontane dall’essere una semplice documentazione geografico-storicistica, le immagini di Cioffi (scattate quasi interamente tra metà maggio e metà luglio 2013 e 2014, ovvero negli stessi giorni dell’anno in cui De Gasperi scrisse il suo diario) rappresentano sentieri che vanno verso il nulla, boschi fittissimi, aree isolate avvolte nella nebbia e trasmettono il senso di alienazione e insensatezza vissuto dai soldati che un secolo fa combattevano un nemico spesso invisibile.

Il progetto espositivo è stato riconosciuto dalla Struttura di missione per la commemorazione del centenario della prima guerra mondiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’esposizione è accompagnata dal libro edito da Edizione Osiride con testi critici dello stesso Stefano Cioffi e di Maurizio G. De Bonis e Paola Visentini. Il libro include la riproduzione integrale del Diario di Guerra di Giovanni De Gasperi con i disegni dello stesso autore.


100 Scialoja. Action and Thought

from 2015-03-28 to 2015-09-06

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

On the occasion of the Centenary of his birth (1914-2014), the Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, the Fine Arts Academy in Rome and the Fondazione Toti Scialoja organize an exhibition dedicated to one of the best Italian artist of the second half of the twentieth century, national and international, Toti Scialoja.

Some artorks by Scialoja during the early forties are exposed - small canvases with the obvious expressionist sensitivity, very close to the international soutiniana matrix and Roman tonal painting of the twenties-thirties - and the last of the unpublished large canvases of the late nineties, through the famous series of Footprints in the second half of the fifties, with the beginning of the adventure towards the "Action", as the artist himself defines it, in the period in which he is stylistically and emotionally attracted from abstract American expressionism.
After all is between the middle of the fifties and sixties that Scialoja often stays in the US, where will be able to consolidate an international notoriety, also tightening relations and friendship with the most important representatives of the American informal, as Mark Rothko, Willem de Kooning and Robert Motherwell.
As for the "Thinking" of Scialoja, in the main components of his artistic activity, this exhibition will privileged some aspects of his theatrical journey, with the analysis and the display of artworks about his important activity as stage and costume designer, since the forties.
It will be exhibited for the first time the " Macchina a pettine ", one of the five original stage machinery of Scialoja created for the work of Rosso di San Secondo, The Rape of Proserpina, staged in 1986 for the theater season of "Orestiadi di Gibellina ". On the occasion, the machine will be specially restored by the artisans of Gibellina that were its original creators, almost thirty years after the first performance, and re-painted by the students of the Fine Arts Academy in Rome, in an open yard sets directly at the MACRO.
The exhibition also explores the theme of writing and graphic for children, where remains high the syntactic and non-sense playing continually put in place by the artist. Precisely in this regard rhymes and illustrations of the artist dedicated to children will also be documented, thanks to the graphic autograph selection from four publications for children that Scialoja made in the seventies: Amato topino caro (1971), La zanzara senza zeta (1974), Una vespa! che spavento (1975), Ghiro ghiro tonto (1979). Preparatory drawings and watercolors are compared with the writing and the non-sense of Scialoja himself.
In the section about to the scenery several episodes of the television series RAI " Le fiabe dell'albero " (1974) and "Fantaghirò" (1975) will also broadcast. On the occasion, the Fine Arts Academy in Rome made a documentary dedicated to Scialoja.


Feste barocche "per inciso". Immagini della festa a Roma nelle stampe del Seicento

from 2015-04-01 to 2015-07-26

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Una selezione di cinquanta incisioni del Museo di Roma per documentare lo scenario di Roma “Gran Teatro del Mondo”, sfondo per l’ambientazione di feste e cerimonie laiche e religiose in occasione delle quali, soprattutto nel XVII secolo, furono realizzati grandi apparati effimeri nelle strade, piazze, chiese dai più noti architetti del tempo.

Un fenomeno dai tanti e diversificati aspetti che influì, tra le altre cose, anche sull’immagine urbana tradizionale della città eterna. La mostra fa parte del progetto culturale “Barocco a Roma. La meraviglia delle arti”, promosso dalla Fondazione Roma e organizzato dalla Fondazione Roma – Arte – Musei per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico barocco della città e del territorio.


Davide Bramante - Più di una volta, più di una storia

AnnaMarraContemporanea


Antonio Milana - Directions

Trastfactory Art Gallery


La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani

from 2015-01-29

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


L’età dell’angoscia. Da Commodo a Diocleziano (180-305 d.C.)

from 2015-01-28 to 2015-10-04

Musei Capitolini

La Mostra L’Età dell’Angoscia, quarto appuntamento del ciclo “I Giorni di Roma”, vuole offrire l’occasione per illustrare i grandi cambiamenti che segnarono l’età compresa tra i regni di Commodo (180-192 d.C.) e quello di Diocleziano (284-305 d.C.). 
Su Twitter     #GiorniDiRoma

La mostra “L’Età dell’Angoscia. Da Commodo a Diocleziano  (180-305 d.C.)”, Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è il quarto importante appuntamento del ciclo “I Giorni di Roma”, progetto quinquennale di mostre che alterna esposizioni a carattere prettamente monografico (Ritratti. Le tante facce del potere, Costruire un Impero), a mostre dal taglio diacronico (L’Età della Conquista, L’Età dell’Equilibrio, L’Età dell’Angoscia), dall’epoca repubblicana fino all’epoca tardo-antica. La mostra L’Età dell’Angoscia si sofferma sui profondi cambiamenti che segnarono il III secolo d.C., secolo ritenuto tradizionalmente di “crisi” dell’impero, ma in realtà contenente in nuce alcuni dei germogli più fecondi destinati a mutare per sempre le età successive e ad aprire le porte verso la società tardo-antica. 

In poco meno di centocinquanta anni, l’Impero giunse a cambiare totalmente la propria fisionomia, fino ad arrivare all’instaurazione della Tetrarchia, alla perdita del ruolo di capitale di Roma, ed alla divisione del territorio italico in diocesi equiparate al resto dell’Impero.
Sono gli stessi storici antichi a riflettere sulle profonde trasformazioni del proprio mondo, come ben si legge nelle parole di Cassio Dione che all’inizio del III secolo d.C. riferiva alla fine del regno di Marco Aurelio la fine dell’età d’oro: Dopo la morte di Marco, la storia passò da un Impero d’oro ad uno di ferro arrugginito.
Determinante fu la fine della trasmissione del potere su base esclusivamente dinastica, e l’esorbitante potere che venne parallelamente a essere concentrato nelle mani dell’esercito, capace di imporre gli imperatori e di eliminarli.
È un mondo che muta definitivamente la propria struttura sociale, con lo sfaldamento delle istituzioni e il parallelo emergere di nuove forze sociali. 

La mostra racconta la diffusa crisi spirituale e religiosa che in un clima di ansia generalizzata portò a un abbandono delle religioni tradizionali e all'adesione sempre più massiccia al culto di divinità provenienti dall'Oriente: Iside, Cibele, Mithra, Sabazio. Oltre a loro, naturalmente, Cristo. L’ansia derivava da alcuni problemi concreti e materiali: guerre civili, crisi finanziarie ed economiche, carestie, epidemie (come quelle nel corso dei principati di Marco Aurelio e Gallieno) e la perenne pressione dei barbari ai confini.

Nell’ambito della mostra sono state programmate alcune visite tattili al percorso dell'esposizione (     11 marzo,     29 aprile,     13 maggio,     17 giugno e     30 settembre)  per persone cieche o ipovedenti, curate dall'Associazione Museum.  
La visita offrirà al pubblico con disabilità visiva la rara opportunità di effettuare esplorazioni tattili di busti-ritratto, rilievi e sarcofagi di arte romana del periodo compreso fra l’imperatore Commodo (180 d.C.) e Docleziano (305 d.C.). 
Le opere oggetto della visita tattile sono contraddistinte da apposito simbolo raffigurante un occhio.


Museo virtuale della Valle del Tevere

from 2014-12-16

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Gli Dei dei Faleri

from 2014-12-16

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


I Valadier. L’album di disegni del Museo Napoleonico

from 2014-12-19 to 2015-09-20

Museo Napoleonico

Ottanta disegni tratti dall’Album insieme al fondo di disegni della bottega dei Valadier, più esiguo ma non meno importante, appartenente al Museo di Roma sono presentati nella mostra “I Valadier. L’album di disegni del Museo Napoleonico”, a cura di Giulia Gorgone, ospitata nelle sale del Museo Napoleonico.

Il Museo Napoleonico possiede un nucleo di oltre cento acquarelli e disegni, realizzati nella bottega orafa di Luigi Valadier (1726-1785) e del figlio Giuseppe (1761-1829).

I fogli, originariamente raccolti in un album, acquistato nel 1932 dall’antiquario romano Alessandro Castagnari, comprendono progetti per elementi di arredo - camini, alari, candelabri, orologi - e molti disegni preparatori per centrotavola. Numerosi fogli si riferiscono ad opere realizzate: tra essi una serie di disegni per il centrotavola appartenuto al Bali de Breteuil, ambasciatore dell’Ordine di Malta presso la corte pontificia, e oggi conservato nel Museo Archeologico di Madrid.  L’opera fu acquistata nella bottega romana di Luigi Valadier nel 1778 e in seguito fece parte delle collezioni del re di Spagna Carlo IV.

Il fondo custodito nel Museo Napoleonico, pressoché inedito, ha un’importanza storica e documentaria notevolissima. Al mondo esiste infatti un solo altro nucleo di disegni dei Valadier altrettanto ampio e significativo che si conserva nella Pinacoteca Civica di Faenza. La serie di disegni del museo emiliano presenta numerosi punti in comune, per tematiche e soggetti, con quella del Museo Napoleonico.

Un terzo grande gruppo di disegni della bottega orafa romana apparve alcuni anni orsono presso una galleria antiquaria di Londra, ma è stato successivamente disperso con vendite di singoli fogli. Altre raccolte di progetti dei Valadier sopravvivono in collezioni e musei internazionali ma hanno dimensioni decisamente inferiori rispetto a quelle menzionate.

A corredo dell’esposizione sarà pubblicato un catalogo, curato da Alvar González-Palacios.


La Roma di Ettore Roesler Franz. Tra fascino per il pittoresco e memoria fotografica

from 2014-12-17 to 2015-09-13

Museo di Roma in Trastevere

Le atmosfere della Roma di fine Ottocento rivivono attraverso 40 acquerelli della serie "Roma pittoresca. Memoria di un’era che passa", a confronto con 48 foto vintage.

#RoeslerFranzRoma

La serie di acquerelli, realizzata tra il 1876 e il 1897, ha l’intento di ritrarre i luoghi di Roma investiti dalle ristrutturazioni urbanistiche e architettoniche volute dal Governo italiano dopo il 1870 per adeguare la città al nuovo ruolo di capitale. Per la loro particolare tipologia tecnica e per via del supporto su carta, gli acquerelli sono di complessa conservazione e la prolungata esposizione -  avvenuta prima degli anni Ottanta del XX secolo -  ha per alcuni di questi precluso ulteriori esposizioni a parete.

La Direzione del Museo ha quindi ideato una serie di contenuti multimediali, fruibili tramite un touch screen, per consentire  al visitatore di ammirare tutti i preziosi e delicati dipinti nel loro splendore. Le immagini sono corredate da apparati introduttivi e brevi schede esplicative delle opere e dei luoghi raffigurati dall’artista e inserite all’interno di una mappa d’epoca di Roma. Gli acquerelli vengono messi a confronto con le foto storiche  degli stessi soggetti selezionate per l’occasione. Ben dieci gli itinerari da percorrere attraverso la Roma ottocentesca ritratta e amata dall’artista: le sponde del Tevere, i Prati di Castello, Borgo, il Campidoglio, l’Aventino, Marmorata,  la cosiddetta Salara  e Testaccio, il Celio, il Ghetto, Trastevere e altri luoghi di interesse.

I 40 acquerelli esposti a parete, selezionati tra i più celebri ed indimenticabili, offrono l’immagine della Roma di fine Ottocento, prima delle grandi trasformazioni urbanistiche dei piani regolatori del 1873 e del 1883 e della costruzione dei muraglioni lungo gli argini del Tevere. Si possono quindi ammirare il “gioiello settecentesco” del Porto di Ripetta, l’arcata maestosa di Ponte Rotto o visioni di paesaggi urbani quali i giardini pensili o le terrazze affacciate sul fiume Tevere. 

Esposte anche 48 foto vintage delle quali due inserite in preziosi volumi fotografici di fine Ottocento, appartenenti all’Archivio fotografico del Museo di Roma, che ritraggono gli stessi luoghi rappresentati da Ettore Roesler Franz. Molte di queste foto furono commissionate proprio  dal Comune, in vista delle imminenti trasformazioni.

Il confronto tra i dipinti, che ci riportano all’idea di una Roma Sparita e dall’atmosfera pittoresca e romantica, e le coeve immagini fotografiche, alcune delle quali di grande bellezza, offrono quindi al pubblico uno strumento ulteriore di approfondimento e di indagine sulla Capitale e sulla sua memoria storica.

Per l’occasione Palombi editori ha realizzato un volume bilingue italiano-inglese nel quale sono raccolte le immagini dei 120 acquerelli riuniti insieme per la prima volta dopo circa 30 anni,  con testi critici dei curatori e schede sintetiche delle opere di Amarilli Marcovecchio ed Elena Paloscia.


"Noidiamo[+]senso" di Annamaria Colapietro, Giovanni Fenu, Roberto Mizzon

Parco di Santa Maria della Pietà


La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon

from 2014-10-30 to 2016-10-30

Accademia d'Egitto, Museo Egizio dell'Accademia d'Egitto


Artisti dell’Ottocento: Temi e Riscoperte

from 2014-11-07 to 2015-08-30

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Importante esposizione che contempla un folto gruppo di opere di artisti dell’Ottocento. Si tratta di pezzi di estremo interesse, in parte mai esposti e sconosciuti al pubblico.
Nell’ambito della mostra, è previsto un “focus” di due sale con una selezione di opere – di scultura e grafica - del napoletano  Vincenzo Gemito (1852-1929), del quale la Galleria possiede una ricca e importante raccolta.

#artisti800

La mostra propone una lettura “trasversale”, attraverso quei percorsi tematici che trovano maggiore riscontro nella cultura figurativa ottocentesca: l’ispirazione all’antico, il ritratto, l’intimismo del quotidiano le scene di vita popolare nonché, in senso lato, le varie poetiche del vero dal nord al sud Italia, con particolare attenzione al ruolo di Roma.

Le opere, tutte realizzate da artisti di nascita e tradizione Ottocentesca, raggiungono, in parte, il secolo successivo. Quest’apertura consente, non solo di riconoscere l’evoluzione tematica e stilistica degli autori, ma anche - specie per taluni soggetti come quelli legati al lavoro - di sottolineare il delicato momento di passaggio che prelude all’arte moderna.
La varietà dei pezzi esposti, non soltanto dal punto di vista iconografico e tecnico, ma anche per le dimensioni da minime a molto grandi, offre una panoramica “a volo d’uccello” sui vari aspetti della cultura artistica dell’epoca.

Accanto ai nomi italiani più noti, come Nino Costa, Giulio Aristide Sartorio, Angelo Morbelli, compaiono autori “di nicchia” quali Adriano Ferraresi, Augusto Bompiani, Paride Pascucci, di cui si mostrano singolari e inaspettati capolavori.

Vi ritroviamo anche importanti artisti stranieri, primo fra tutti, Auguste Rodin, con il noto bronzo “Busto di Signora”; nonché Georges Paul Leroux, che, con la grande, magnifica tela “Passeggiata al Pincio” - restaurata per l’occasione ed esposta a Roma per la prima volta - rappresenta una delle principali “riscoperte” di questa mostra.
A completamento dei percorsi, il prestito di alcune selezionate opere da un’importante collezione privata di Ottocento italiano. Tra queste compaiono dipinti di Francesco Paolo Michetti, Domenico Morelli, Alessandro La Volpe.


Goethe in Italia

from 2013-01-01

Casa di Goethe


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Leonardo da Vinci. Il genio e le invenzioni

from 2009-04-30 to 2016-04-30

Palazzo della Cancelleria

The Leonardo da Vinci Machines Exhibition in Rome – The genius and his inventions – celebrates the universal genius of Leonardo da Vinci by presenting about fifty full scale machines: flying machines, like the precursor to the parachute, a bicycle, a hydraulic saw, and many other inventions. They are all fully operational and they can be touched and set them in motion, to grant a deep interactive experience of understanding the genius of Leonardo da Vinci.

The machines are grouped into 5 sections. The four elements of nature - water, air, earth and fire and the mechanism section, which includes all those basic machines, with different possibility of application, like the conversion of motion or the endless screw. One of the most interesting project is the Armoured Tank, for the first time in Rome in life size: it weights two tons, and about six metres in diameter, and three metres high.

The Exhibition is inside the historical Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria next to Piazza Campo de’ Fiori) in Rome.


Presepio dei Netturbini romani

from 2014-12-22

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

Museo Leonardo da Vinci - Il Genio di Leonardo

from 2015-01-01

Galleria Agostiniana


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