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Rom hotel Sonderangebote
I had a meeting in the university "Sapienza" in rome and stayed in this hotel since it was in walking distance. The lobby already made a good impression, the receptionist was friendly and very helpful ..by TripAdvisor"




Incontro con Vishal Bhardwaj

2014-10-24

Con V. Bhardwaj, direttore del Teatro di Roma A. Calbi, A. Scarpellini, A. Baracco, V. Cruciani, compagnia Teatro di Roma in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma.
Ingresso libero.

Edoardo Leo legge Pedro Páramo

2014-11-17

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - Teatro Studio Borgna
Edoardo Leo

introduce
Stefano Tedeschi
Juan Rulfo, nato nel 1918 in un villaggio dello stato di Jalisco, vive un’infanzia segnata dalla perdita dei genitori e dal forzato abbandono del paese natale a causa della Guerra Cristera. Iniziati gli studi a Guadalajara, si stabilisce nel 1933 a Città del Messico, dove frequenta come uditore il Collegio di Sant’Ildefonso e inizia a collaborare con varie riviste, pubblicando i suoi primi racconti. Nel 1947 si sposa con Clara Aparicio, da cui avrà quattro figli. Negli anni cinquanta pubblica le sue due uniche opere narrative: i racconti de La pianura in fiamme (1953) e il romanzo Pedro Páramo (1955). Da sempre interessato al cinema e alla fotografia, scrive numerosi soggetti per il cinema, pubblicati nel volume Il gallo d’oro (1980), mentre le sue fotografie vengono raccolte in vari volumi. Oltre a ricevere molti premi prestigiosi, dal 1976 è stato membro della “Academia Mexicana de la Lengua”. È morto a Città del Messico nel 1986, universalmente riconosciuto come uno dei maggiori scrittori messicani del Novecento, capace di influenzare con la sua breve opera gran parte dei narratori latinoamericani della generazione successiva.

Lettere dalla strada

2014-10-26

Teatro del Lido di Ostia

Con A. ''Sigaro'' Conti, C. Armati, Y. Selvetella.
In ''Lettere dalla Strada'' c¿è la poesia di Angelo ''Sigaro'' Conti, voce storica della Banda Bassotti; la scrittura e la voce di Yari Selvetella, già insieme a Sigaro nei Vento dall'Est e poi autore di numerosi libri, canzoni e poesie; e la scrittura e la voce di Cristiano Armati, autore di lavori come ''Cuori rossi'', ''Roma Criminale'' e ''Italia criminale''. Insieme a loro, le mille voci di una periferia terribile e vitale: un ritmo spietato e meraviglioso sospeso tra rabbia e amore, come conviene alle vite spese sui crinali delle barricate.¿.
Ingresso libero.

Presentazione del libro "MANIFESTO" di Piero Gobetti

2014-10-24

Casa della Memoria e della Storia


Presentazione del libro "EMÈT - Il dovere della verità"

2014-10-23

Casa della Memoria e della Storia


Marianna D’Ezio. Tradurre il/al femminile

2014-10-23

Casa delle Traduzioni


Paola Splendore. Tradurre poesie. Una pratica impoetica

2014-10-21

Casa delle Traduzioni


Manicaretti natalizi

2014-12-13

Parco dell'Appia antica, Parco regionale suburbano dell'Appia Antica, Parco Torre del Fiscale

Walk show-conversazioni nomadi

I WALK SHOW sono delle passeggiate con performing media: conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti. Protagonisti dell'azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia dei walk show è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica.

Si tratta di un format funzionale sia in ambito educativo (per il principio della “porosità pedagogica”), sia urbanistico (per qualificare e dinamizzare la partecipazione degli stakeholder) nel promuovere cittadinanza attiva, secondo la metafora dello sciame intelligente, sia culturale e sociale (per il brainstorming nomade inscritto nei contesti territoriali). Insieme alle voci itineranti si ascolteranno in cuffia paesaggi sonori e insert audio pertinenti, attraverso l'uso degli smartphone che si mixeranno con le voci dei walking-talking heads. Nel walk show “Lo spettacolo della biodiversità” tra i materiali d'ascolto ci saranno degli audioclip relativi la “prosa degli alberi”, una serie di brevi narrazioni in cui le piante dei Parchi romani parleranno di se stesse, dalle loro caratteristiche botaniche alle evocazioni mitologiche. Gli alberi hanno molte cosa da dire. Da sempre fanno parte della vita delle persone e delle comunità. E da sempre hanno significato qualcosa di particolare, con il loro legno, con i loro frutti, con le loro chiome. A volte sono stati protagonisti di storie raccontate e sono entrati anche nell’immaginario di chi legge. Un esempio per tutti è il melo che nelle Langhe piemontesi veniva piantato quando nasceva un bambino e poi tagliato per fare le assi necessarie a costruire il baule del corredo. Parola di Cesare Pavese. Anche gli alberi delle città hanno molto da dire, non fosse altro perché stanno sopravvivendo al cemento che piano piano ha ristretto il loro campo vitale. Ecco perché è bello sentirli parlare e raccontare del loro paese di origine e del loro legno, dei loro frutti, delle loro chiome. Nel walk show tra i materiali d'ascolto ci saranno anche degli audioclip relativi la “danza delle api”.
La danza delle api, sulla base delle ricerche di Von Frisch, rappresenta un esempio emblematico di come un'azione possa produrre un'informazione tale da sollecitare una reazione conseguente e simile, per induzione intelligente. Un linguaggio specifico espresso da un'azione precisa e formale che indica l’avvicinamento al nettare. Se questo non è più distante di 80 metri, le api bottinatrici fanno una danza circolare, eccitando tutte le altre. Se le fonti del nettare sono più lontane si crea una danza scodinzolante (o dell’addome) che tende a dare informazioni su distanza e direzione dell’obiettivo.

Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana. Le api della città, meglio ancora le api di Roma, l'Urbe per eccellenza. Non solo, le api a Roma stanno bene (non soffrono l'inquinamento, in parte sotto controllo per la sottrazione di piombo dalle benzine), perché è una città che ha al suo interno ampie aeree verdi, per un paradosso urbanistico che è frutto della sua storia complessa (le vastissime proprietà della Chiesa). Non solo stanno bene le api (lontane da quell'agricoltura nemica che usa i pesticidi) ma questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale


Ecotombola

2014-12-08

Parco dell'Appia antica, Parco della Caffarella, Parco regionale suburbano dell'Appia Antica

Walk show-conversazioni nomadi

I WALK SHOW sono delle passeggiate con performing media: conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti. Protagonisti dell'azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia dei walk show è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica.

Si tratta di un format funzionale sia in ambito educativo (per il principio della “porosità pedagogica”), sia urbanistico (per qualificare e dinamizzare la partecipazione degli stakeholder) nel promuovere cittadinanza attiva, secondo la metafora dello sciame intelligente, sia culturale e sociale (per il brainstorming nomade inscritto nei contesti territoriali). Insieme alle voci itineranti si ascolteranno in cuffia paesaggi sonori e insert audio pertinenti, attraverso l'uso degli smartphone che si mixeranno con le voci dei walking-talking heads. Nel walk show “Lo spettacolo della biodiversità” tra i materiali d'ascolto ci saranno degli audioclip relativi la “prosa degli alberi”, una serie di brevi narrazioni in cui le piante dei Parchi romani parleranno di se stesse, dalle loro caratteristiche botaniche alle evocazioni mitologiche. Gli alberi hanno molte cosa da dire. Da sempre fanno parte della vita delle persone e delle comunità. E da sempre hanno significato qualcosa di particolare, con il loro legno, con i loro frutti, con le loro chiome. A volte sono stati protagonisti di storie raccontate e sono entrati anche nell’immaginario di chi legge. Un esempio per tutti è il melo che nelle Langhe piemontesi veniva piantato quando nasceva un bambino e poi tagliato per fare le assi necessarie a costruire il baule del corredo. Parola di Cesare Pavese. Anche gli alberi delle città hanno molto da dire, non fosse altro perché stanno sopravvivendo al cemento che piano piano ha ristretto il loro campo vitale. Ecco perché è bello sentirli parlare e raccontare del loro paese di origine e del loro legno, dei loro frutti, delle loro chiome. Nel walk show tra i materiali d'ascolto ci saranno anche degli audioclip relativi la “danza delle api”.
La danza delle api, sulla base delle ricerche di Von Frisch, rappresenta un esempio emblematico di come un'azione possa produrre un'informazione tale da sollecitare una reazione conseguente e simile, per induzione intelligente. Un linguaggio specifico espresso da un'azione precisa e formale che indica l’avvicinamento al nettare. Se questo non è più distante di 80 metri, le api bottinatrici fanno una danza circolare, eccitando tutte le altre. Se le fonti del nettare sono più lontane si crea una danza scodinzolante (o dell’addome) che tende a dare informazioni su distanza e direzione dell’obiettivo.

Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana. Le api della città, meglio ancora le api di Roma, l'Urbe per eccellenza. Non solo, le api a Roma stanno bene (non soffrono l'inquinamento, in parte sotto controllo per la sottrazione di piombo dalle benzine), perché è una città che ha al suo interno ampie aeree verdi, per un paradosso urbanistico che è frutto della sua storia complessa (le vastissime proprietà della Chiesa). Non solo stanno bene le api (lontane da quell'agricoltura nemica che usa i pesticidi) ma questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale


Il cielo d’autunno

2014-11-29

Parco dell'Appia antica, Parco regionale suburbano dell'Appia Antica, Parco Torre del Fiscale

Walk show-conversazioni nomadi

I WALK SHOW sono delle passeggiate con performing media: conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti. Protagonisti dell'azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia dei walk show è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica.

Si tratta di un format funzionale sia in ambito educativo (per il principio della “porosità pedagogica”), sia urbanistico (per qualificare e dinamizzare la partecipazione degli stakeholder) nel promuovere cittadinanza attiva, secondo la metafora dello sciame intelligente, sia culturale e sociale (per il brainstorming nomade inscritto nei contesti territoriali). Insieme alle voci itineranti si ascolteranno in cuffia paesaggi sonori e insert audio pertinenti, attraverso l'uso degli smartphone che si mixeranno con le voci dei walking-talking heads. Nel walk show “Lo spettacolo della biodiversità” tra i materiali d'ascolto ci saranno degli audioclip relativi la “prosa degli alberi”, una serie di brevi narrazioni in cui le piante dei Parchi romani parleranno di se stesse, dalle loro caratteristiche botaniche alle evocazioni mitologiche. Gli alberi hanno molte cosa da dire. Da sempre fanno parte della vita delle persone e delle comunità. E da sempre hanno significato qualcosa di particolare, con il loro legno, con i loro frutti, con le loro chiome. A volte sono stati protagonisti di storie raccontate e sono entrati anche nell’immaginario di chi legge. Un esempio per tutti è il melo che nelle Langhe piemontesi veniva piantato quando nasceva un bambino e poi tagliato per fare le assi necessarie a costruire il baule del corredo. Parola di Cesare Pavese. Anche gli alberi delle città hanno molto da dire, non fosse altro perché stanno sopravvivendo al cemento che piano piano ha ristretto il loro campo vitale. Ecco perché è bello sentirli parlare e raccontare del loro paese di origine e del loro legno, dei loro frutti, delle loro chiome. Nel walk show tra i materiali d'ascolto ci saranno anche degli audioclip relativi la “danza delle api”.
La danza delle api, sulla base delle ricerche di Von Frisch, rappresenta un esempio emblematico di come un'azione possa produrre un'informazione tale da sollecitare una reazione conseguente e simile, per induzione intelligente. Un linguaggio specifico espresso da un'azione precisa e formale che indica l’avvicinamento al nettare. Se questo non è più distante di 80 metri, le api bottinatrici fanno una danza circolare, eccitando tutte le altre. Se le fonti del nettare sono più lontane si crea una danza scodinzolante (o dell’addome) che tende a dare informazioni su distanza e direzione dell’obiettivo.

Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana. Le api della città, meglio ancora le api di Roma, l'Urbe per eccellenza. Non solo, le api a Roma stanno bene (non soffrono l'inquinamento, in parte sotto controllo per la sottrazione di piombo dalle benzine), perché è una città che ha al suo interno ampie aeree verdi, per un paradosso urbanistico che è frutto della sua storia complessa (le vastissime proprietà della Chiesa). Non solo stanno bene le api (lontane da quell'agricoltura nemica che usa i pesticidi) ma questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale


Vegan party

2014-11-15

Parco dell'Appia antica, Parco regionale suburbano dell'Appia Antica, Parco Torre del Fiscale

Walk show-conversazioni nomadi

I WALK SHOW sono delle passeggiate con performing media: conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti. Protagonisti dell'azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia dei walk show è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica.

Si tratta di un format funzionale sia in ambito educativo (per il principio della “porosità pedagogica”), sia urbanistico (per qualificare e dinamizzare la partecipazione degli stakeholder) nel promuovere cittadinanza attiva, secondo la metafora dello sciame intelligente, sia culturale e sociale (per il brainstorming nomade inscritto nei contesti territoriali). Insieme alle voci itineranti si ascolteranno in cuffia paesaggi sonori e insert audio pertinenti, attraverso l'uso degli smartphone che si mixeranno con le voci dei walking-talking heads. Nel walk show “Lo spettacolo della biodiversità” tra i materiali d'ascolto ci saranno degli audioclip relativi la “prosa degli alberi”, una serie di brevi narrazioni in cui le piante dei Parchi romani parleranno di se stesse, dalle loro caratteristiche botaniche alle evocazioni mitologiche. Gli alberi hanno molte cosa da dire. Da sempre fanno parte della vita delle persone e delle comunità. E da sempre hanno significato qualcosa di particolare, con il loro legno, con i loro frutti, con le loro chiome. A volte sono stati protagonisti di storie raccontate e sono entrati anche nell’immaginario di chi legge. Un esempio per tutti è il melo che nelle Langhe piemontesi veniva piantato quando nasceva un bambino e poi tagliato per fare le assi necessarie a costruire il baule del corredo. Parola di Cesare Pavese. Anche gli alberi delle città hanno molto da dire, non fosse altro perché stanno sopravvivendo al cemento che piano piano ha ristretto il loro campo vitale. Ecco perché è bello sentirli parlare e raccontare del loro paese di origine e del loro legno, dei loro frutti, delle loro chiome. Nel walk show tra i materiali d'ascolto ci saranno anche degli audioclip relativi la “danza delle api”.
La danza delle api, sulla base delle ricerche di Von Frisch, rappresenta un esempio emblematico di come un'azione possa produrre un'informazione tale da sollecitare una reazione conseguente e simile, per induzione intelligente. Un linguaggio specifico espresso da un'azione precisa e formale che indica l’avvicinamento al nettare. Se questo non è più distante di 80 metri, le api bottinatrici fanno una danza circolare, eccitando tutte le altre. Se le fonti del nettare sono più lontane si crea una danza scodinzolante (o dell’addome) che tende a dare informazioni su distanza e direzione dell’obiettivo.

Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana. Le api della città, meglio ancora le api di Roma, l'Urbe per eccellenza. Non solo, le api a Roma stanno bene (non soffrono l'inquinamento, in parte sotto controllo per la sottrazione di piombo dalle benzine), perché è una città che ha al suo interno ampie aeree verdi, per un paradosso urbanistico che è frutto della sua storia complessa (le vastissime proprietà della Chiesa). Non solo stanno bene le api (lontane da quell'agricoltura nemica che usa i pesticidi) ma questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale


Aperitivo al tramonto

2014-11-15

Parco dell'Appia antica, Parco regionale suburbano dell'Appia Antica, Via Appia Antica

Walk show-conversazioni nomadi

I WALK SHOW sono delle passeggiate con performing media: conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti. Protagonisti dell'azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia dei walk show è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica.

Si tratta di un format funzionale sia in ambito educativo (per il principio della “porosità pedagogica”), sia urbanistico (per qualificare e dinamizzare la partecipazione degli stakeholder) nel promuovere cittadinanza attiva, secondo la metafora dello sciame intelligente, sia culturale e sociale (per il brainstorming nomade inscritto nei contesti territoriali). Insieme alle voci itineranti si ascolteranno in cuffia paesaggi sonori e insert audio pertinenti, attraverso l'uso degli smartphone che si mixeranno con le voci dei walking-talking heads. Nel walk show “Lo spettacolo della biodiversità” tra i materiali d'ascolto ci saranno degli audioclip relativi la “prosa degli alberi”, una serie di brevi narrazioni in cui le piante dei Parchi romani parleranno di se stesse, dalle loro caratteristiche botaniche alle evocazioni mitologiche. Gli alberi hanno molte cosa da dire. Da sempre fanno parte della vita delle persone e delle comunità. E da sempre hanno significato qualcosa di particolare, con il loro legno, con i loro frutti, con le loro chiome. A volte sono stati protagonisti di storie raccontate e sono entrati anche nell’immaginario di chi legge. Un esempio per tutti è il melo che nelle Langhe piemontesi veniva piantato quando nasceva un bambino e poi tagliato per fare le assi necessarie a costruire il baule del corredo. Parola di Cesare Pavese. Anche gli alberi delle città hanno molto da dire, non fosse altro perché stanno sopravvivendo al cemento che piano piano ha ristretto il loro campo vitale. Ecco perché è bello sentirli parlare e raccontare del loro paese di origine e del loro legno, dei loro frutti, delle loro chiome. Nel walk show tra i materiali d'ascolto ci saranno anche degli audioclip relativi la “danza delle api”.
La danza delle api, sulla base delle ricerche di Von Frisch, rappresenta un esempio emblematico di come un'azione possa produrre un'informazione tale da sollecitare una reazione conseguente e simile, per induzione intelligente. Un linguaggio specifico espresso da un'azione precisa e formale che indica l’avvicinamento al nettare. Se questo non è più distante di 80 metri, le api bottinatrici fanno una danza circolare, eccitando tutte le altre. Se le fonti del nettare sono più lontane si crea una danza scodinzolante (o dell’addome) che tende a dare informazioni su distanza e direzione dell’obiettivo.

Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana. Le api della città, meglio ancora le api di Roma, l'Urbe per eccellenza. Non solo, le api a Roma stanno bene (non soffrono l'inquinamento, in parte sotto controllo per la sottrazione di piombo dalle benzine), perché è una città che ha al suo interno ampie aeree verdi, per un paradosso urbanistico che è frutto della sua storia complessa (le vastissime proprietà della Chiesa). Non solo stanno bene le api (lontane da quell'agricoltura nemica che usa i pesticidi) ma questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale


Il Sabato del Villaggio

from 2014-11-08 to 2014-11-22

Parco dell'Appia antica, Parco regionale suburbano dell'Appia Antica, Parco Torre del Fiscale

Walk show-conversazioni nomadi

I WALK SHOW sono delle passeggiate con performing media: conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti. Protagonisti dell'azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia dei walk show è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica.

Si tratta di un format funzionale sia in ambito educativo (per il principio della “porosità pedagogica”), sia urbanistico (per qualificare e dinamizzare la partecipazione degli stakeholder) nel promuovere cittadinanza attiva, secondo la metafora dello sciame intelligente, sia culturale e sociale (per il brainstorming nomade inscritto nei contesti territoriali). Insieme alle voci itineranti si ascolteranno in cuffia paesaggi sonori e insert audio pertinenti, attraverso l'uso degli smartphone che si mixeranno con le voci dei walking-talking heads. Nel walk show “Lo spettacolo della biodiversità” tra i materiali d'ascolto ci saranno degli audioclip relativi la “prosa degli alberi”, una serie di brevi narrazioni in cui le piante dei Parchi romani parleranno di se stesse, dalle loro caratteristiche botaniche alle evocazioni mitologiche. Gli alberi hanno molte cosa da dire. Da sempre fanno parte della vita delle persone e delle comunità. E da sempre hanno significato qualcosa di particolare, con il loro legno, con i loro frutti, con le loro chiome. A volte sono stati protagonisti di storie raccontate e sono entrati anche nell’immaginario di chi legge. Un esempio per tutti è il melo che nelle Langhe piemontesi veniva piantato quando nasceva un bambino e poi tagliato per fare le assi necessarie a costruire il baule del corredo. Parola di Cesare Pavese. Anche gli alberi delle città hanno molto da dire, non fosse altro perché stanno sopravvivendo al cemento che piano piano ha ristretto il loro campo vitale. Ecco perché è bello sentirli parlare e raccontare del loro paese di origine e del loro legno, dei loro frutti, delle loro chiome. Nel walk show tra i materiali d'ascolto ci saranno anche degli audioclip relativi la “danza delle api”.
La danza delle api, sulla base delle ricerche di Von Frisch, rappresenta un esempio emblematico di come un'azione possa produrre un'informazione tale da sollecitare una reazione conseguente e simile, per induzione intelligente. Un linguaggio specifico espresso da un'azione precisa e formale che indica l’avvicinamento al nettare. Se questo non è più distante di 80 metri, le api bottinatrici fanno una danza circolare, eccitando tutte le altre. Se le fonti del nettare sono più lontane si crea una danza scodinzolante (o dell’addome) che tende a dare informazioni su distanza e direzione dell’obiettivo.

Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana. Le api della città, meglio ancora le api di Roma, l'Urbe per eccellenza. Non solo, le api a Roma stanno bene (non soffrono l'inquinamento, in parte sotto controllo per la sottrazione di piombo dalle benzine), perché è una città che ha al suo interno ampie aeree verdi, per un paradosso urbanistico che è frutto della sua storia complessa (le vastissime proprietà della Chiesa). Non solo stanno bene le api (lontane da quell'agricoltura nemica che usa i pesticidi) ma questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale


Il cielo d’autunno

2014-10-25

Parco dell'Appia antica, Parco regionale suburbano dell'Appia Antica, Parco Torre del Fiscale

Walk show-conversazioni nomadi

I WALK SHOW sono delle passeggiate con performing media: conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti. Protagonisti dell'azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia dei walk show è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica.

Si tratta di un format funzionale sia in ambito educativo (per il principio della “porosità pedagogica”), sia urbanistico (per qualificare e dinamizzare la partecipazione degli stakeholder) nel promuovere cittadinanza attiva, secondo la metafora dello sciame intelligente, sia culturale e sociale (per il brainstorming nomade inscritto nei contesti territoriali). Insieme alle voci itineranti si ascolteranno in cuffia paesaggi sonori e insert audio pertinenti, attraverso l'uso degli smartphone che si mixeranno con le voci dei walking-talking heads. Nel walk show “Lo spettacolo della biodiversità” tra i materiali d'ascolto ci saranno degli audioclip relativi la “prosa degli alberi”, una serie di brevi narrazioni in cui le piante dei Parchi romani parleranno di se stesse, dalle loro caratteristiche botaniche alle evocazioni mitologiche. Gli alberi hanno molte cosa da dire. Da sempre fanno parte della vita delle persone e delle comunità. E da sempre hanno significato qualcosa di particolare, con il loro legno, con i loro frutti, con le loro chiome. A volte sono stati protagonisti di storie raccontate e sono entrati anche nell’immaginario di chi legge. Un esempio per tutti è il melo che nelle Langhe piemontesi veniva piantato quando nasceva un bambino e poi tagliato per fare le assi necessarie a costruire il baule del corredo. Parola di Cesare Pavese. Anche gli alberi delle città hanno molto da dire, non fosse altro perché stanno sopravvivendo al cemento che piano piano ha ristretto il loro campo vitale. Ecco perché è bello sentirli parlare e raccontare del loro paese di origine e del loro legno, dei loro frutti, delle loro chiome. Nel walk show tra i materiali d'ascolto ci saranno anche degli audioclip relativi la “danza delle api”.
La danza delle api, sulla base delle ricerche di Von Frisch, rappresenta un esempio emblematico di come un'azione possa produrre un'informazione tale da sollecitare una reazione conseguente e simile, per induzione intelligente. Un linguaggio specifico espresso da un'azione precisa e formale che indica l’avvicinamento al nettare. Se questo non è più distante di 80 metri, le api bottinatrici fanno una danza circolare, eccitando tutte le altre. Se le fonti del nettare sono più lontane si crea una danza scodinzolante (o dell’addome) che tende a dare informazioni su distanza e direzione dell’obiettivo.

Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana. Le api della città, meglio ancora le api di Roma, l'Urbe per eccellenza. Non solo, le api a Roma stanno bene (non soffrono l'inquinamento, in parte sotto controllo per la sottrazione di piombo dalle benzine), perché è una città che ha al suo interno ampie aeree verdi, per un paradosso urbanistico che è frutto della sua storia complessa (le vastissime proprietà della Chiesa). Non solo stanno bene le api (lontane da quell'agricoltura nemica che usa i pesticidi) ma questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale


Albrecht Dürer, Melencolia I, 1514 - Encounters

2014-11-05

Palazzo delle Esposizioni

Compasses, a ruler, a magic square, a sphere, a polyhedron. Dense with references to the world of mathematics and alchemy , Melencolia I is one of the most famous engravings by Dürer and one of the most famous in the history of western art. A guided interpretation by Prof. Massimo Moretti, Research Doctor in Historical Science and Research Doctor in Art History, to discover the hidden meanings of this enigmatic composition which some of the greatest historians of 20th century art have tackled.


Leonardo Pisano (Fibonacci), Liber Abaci, 14th century manuscript - Encounters

2014-12-10

Palazzo delle Esposizioni

Leonardo Pisano, known as Fibonacci, was one of the most important mathematicians of all time. He was first to introduce the nine Arabic numerals to Europe. But Fibonacci is known above all for the "series" that takes his name, a numerical sequence found in various natural formations which fascinated and still fascinates not only mathematicians but also great artists.


Anonymous Florentine, Portrait of Girolamo Cardano, 1600-1624 - Encounters

2015-01-14

Palazzo delle Esposizioni

Setting out from an anonymous portrait in the Uffizi in Florence, the story of one of the most extraordinary and controversial figures of the Renaissance whose life blended mathematics, astrology and anthropology.


Numbers in the head - Encounters

2015-02-28

Palazzo delle Esposizioni

Meeting-workshop with Alessandro Sanna, author of a book which, in an innovative and playful spirit, explores the world of numbers. Two books in one: on the one hand the numbers make unusual hairstyles on the kids' heads while on the other the numbers "emerge" from the heads, invent figures and enrich the characters by repeating themselves as many times as the numbers they represent.
Alessandro Sanna lives and works in Mantua. Author of illustrated books for children and adults. Teacher of illustrating techniques for publishing at the Fine Arts Academy of Bologna and of illustration at the Palladio Institute of Verona. In 2009 he received the Andersen Prize as best illustrator of the year. With Fiume lento. Un viaggio lungo il Po he won the Andersen Prize 2014 for the best picture book.


The Ludosofici - Encounters

2015-03-28

Palazzo delle Esposizioni

Who are you? A book that gives no answers but simply asks questions through the eyes of illustrious personages such as artists, graphic designers, illustrators and obviously philosophers: Socrates, Heraclitus, Deleuze, Nancy.
The Ludosofici organize philosophy workshops for kids, collaborating with museums, festivals, schools and libraries. They do this because they think that kids are greater philosophers than the philosophers themselves, because kids are not ashamed to ask questions. In search of the answers the Ludosofici leave words alone and take inspiration from art, music and films. With them, kids think by doing, making the invisible visible.


Dario Zeruto - Encounters

2015-04-18

Palazzo delle Esposizioni

A reflection on the "artist's book" and the various categories by which it is known today (book-object, altered book, book-sculpture etc.). During the workshop the participants create a pop-up book, setting out from Fibonacci's numerical sequence, after having experimented with paper folding and intaglio.
Dario Zeruto was born in Havana (Cuba) in 1965. After graduating in Mechanical Engineering he began, self taught, to experiment with textiles, handmade paper and bookbinding. He has held courses and workshops at various educational centres and cultural institutes including the NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) in Milan, the Elisava Escola Superior de Dissenyi Inginyeria in Barcelona, the MART (Museo d'Arte Moderna e Contemporanea) of Trento and Rovereto and the Palazzo Ducale in Genoa.


I Venerdì da Pirandello - Eduardo e Pasolini

2014-12-05

Studio di Luigi Pirandello - Istituto di Studi pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo


I Venerdì da Pirandello - Eduardo e Pirandello

2014-11-28

Studio di Luigi Pirandello - Istituto di Studi pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo


Interludi 5

2014-11-27

Palazzo delle Esposizioni


Interludi 4

2014-11-20

Palazzo delle Esposizioni


Interludi 3

2014-11-13


Interludi 2

2014-11-06

Teatro Palladium


Interludi 1

2014-10-23

Teatro Palladium


Fragolina Peperina e le sue peperinate di Barbara Frascà

2014-10-31

Centro culturale San Basilio "Aldo Fabrizi"


DUPLICATO DI [Presentazione: Scuola di Swing Dance - Boogie Woogie - Rock'n'Roll]

2014-11-06

Centro Culturale "Gabriella Ferri"


Presentazione: Scuola di Swing Dance - Boogie Woogie - Rock'n'Roll

2014-11-04

Centro Culturale "Gabriella Ferri"


Presentazione del Corso di sensibilizzazione Lis (lingua dei segni italiana)

2014-10-25

Centro Culturale "Gabriella Ferri"


Music and Number

2014-12-05

Palazzo delle Esposizioni

Andrea Frova
Pythagoras discovered that there is a connection between musical notes and numbers: if the frequency of two notes played together are in a ratio of small integers to one another, the resulting musical cord will be harmonious. Music may have become increasingly complicated as it has evolved over the centuries, but it has always obeyed this rule, which forms the basis of classical harmony. Yet numbers have a musical relevance only in their capacity as the representation of physical phenomena which make it easier for our bio-neural apparatus to pick up and decipher the musical message.


Imagination and Numbers at the Movies - Encounters

2014-12-11

Palazzo delle Esposizioni

Michele Emmer
Mathematics as a source of inspiration to recount something different, to visualise something different, even to imagine different realities and different worlds? Really? But then, what has the cinema been doing ever since it was first invented? It has been imagining new realities, new spaces, new worlds. Imagination in the movies merges with the imagination of mathematics to produce sometimes surprising results, because in the words of the leading player in François Ozon's In the House, "mathematics never disappoints".


Brains that Count - Encounters

2014-12-18

Palazzo delle Esposizioni

Giorgio Vallortigara e Nicla Panciera
What are the neuro-biological bases behind our knowledge of number? Underlying the symbolic and discreet mathematical capabilities that have developed in certain human societies, we will be discovering, embedded in the activity of the nervous system, the far-from-symbolic roots of the representation of numerousness. Based on an estimate of quantity and the continuum, we find these capabilities even in beings devoid of symbolic language such as tiny infants and animals.


Numbers at War - Encounters

2015-01-08

Palazzo delle Esposizioni

Angelo Guerraggio
The lecture will be discussing World War I and the scientific knowledge used in the conflict on a previously unknown scale and in a more pervasive manner than ever before, ranging from ballistics and the reworking of ranging tables for cannon to such novelties as aeroplanes, airships and chemical weapons. Italian mathematicians were involved in military operations and, even before that, in the debate on the inconsistency between taking part in the war effort and scientific internationalism. The lecture will offer the audience an opportunity to familiarise with a "school" - that of early 20th century Italian mathematics -that was considered to be one of the most important of its day.


Counting and Writing Numbers: the basis of numeration and body language - Encounters

2015-01-15

Palazzo delle Esposizioni

Luigi Civalleri
Counting on our fingers and using ten as the basis of our numeration may seem like an obvious choice because that is exactly the number of fingers we are born with and the gesture involving extending them one after the other feels totally natural. Yet it is still a more or less conscious, deliberate choice, and one often dictated by complex cultural motives. In this lecture we will be seeing how various civilisations both in today's world and in the past have addressed the problem of counting and numeration, often devising ingenious methods for representing numbers with the body and using other bases than ten such as twenty, sixty or even two.


Numbers in Mental Space: How the cognitive sciences reveal the origin and form of mathematical thought - Encounters

2015-01-22

Palazzo delle Esposizioni

Luisa Girelli
The close tie between numbers and space has been common knowledge for a long time and informs every aspect of mathematical thought. The association between spatial elaboration and numerical skills has been the subject of a broad scientific debate ever since the last century, resulting in the past twenty years in an impressive amount of experimental research being devoted to understanding its origin and its underlying neuro-cognitive mechanisms. The lecture will be using a brief overview of the primary multi-disciplinary evidence that has emerged regarding the connection between numbers and space, to illustrate the contribution made by cognitive research to the understanding of numerical skills.


The Unreasonable Beauty of Numbers - Encounters

2015-01-29

Palazzo delle Esposizioni

Claudio Bartocci
Back in 1960 physicist Eugene Wigner was probing the "unreasonable effectiveness of mathematics": why on earth should the laws of physics, which describe disparate phenomena, all be subject to the inflexible laws of number? Yet what seems to be even more mysterious and difficult to explain than the effectiveness of mathematics is its beauty. Ever since the days of ancient Greece, the discipline has represented an ideal of harmony and perfection, of the elegant and the essential, which has fascinated painters, sculptors, musicians and writers.


You Need Never Fear Maths Again - Encounters

2015-02-05

Palazzo delle Esposizioni

Giovanni Filocamo
Many of us suffer from the negative effects of a syndrome known as "fear of mathematics" triggered by disappointing experiences at school. In actual fact, mathematics does not really require an innate talent, we just have to stop thinking that we are incompetent and give free rein to our imagination. Giovanni Filocomo will be taking an amusing look at daily life, with its full quota of mathematical thought that often goes through our mind without our being aware of it in the slightest.


How Life Reflects Numbers and Numbers Reflect Life - Encounters

2015-02-12

Palazzo delle Esposizioni

Alex Bellos
Alex Bellos will be illustrating the results of a worldwide survey that he has conducted on people's favourite numbers, explaining the numerical basis of our emotional, psychological and cultural response to numbers. He will also be showing how simple mathematical ideas can help to explain growth and evolution, using the example of the cellular automaton: the game of life.


Introduction to the Exhibition - Encounters

2014-10-23

Palazzo delle Esposizioni

Luigi Civalleri
Why are numbers so complicated? When I buy a dress I take size 14, my eyesight is minus two and the interest rate differential stands at 300: but what do all those numbers refer to? And while we are on the subject, can animals count? Luigi Civalleri, the exhibition's scientific coordinator, will be answering these and many more questions as he discusses the broad outlines of the Numbers. Everything that counts, from zero to infinity exhibition.


Proportions in Mathematics and the Arts - Encounters

2014-10-30

Palazzo delle Esposizioni

Franco Ghione
How have mathematics, numbers and the theory of ratios influenced the arts? This lecture will be offering a number of examples taken from the history of art, music and architecture, allowing the audience to discover the seamless exchange that has occurred in every age between numbers and the labours of mankind's creative vein.


Discreet Presence: Prime numbers - Encounters

2014-11-06

Palazzo delle Esposizioni

Alberto Perelli
Prime numbers are the atoms that form the base of the numerical system's structure, yet despite their apparent simplicity and the efforts of generations of mathematicians, many problems relating to them still await a solution. This lecture is designed to acquaint the audience with some of the more interesting properties and the still unresolved problems involving prime numbers. They have been an object of study for pure mathematicians for hundreds of years, but we shall also be seeing how the situation began to change radically in the 1970s.


Mathematics and Daily Life - Encounters

2014-11-13

Palazzo delle Esposizioni

Maurizio Codogno
What possible purpose can be served in real, daily life by the maths we learn at school after the four basic arithmetical operations (addition, subtraction, multiplication and division)? The answer is, an awful lot... as long as we learn how to use it properly. With mathematics we can identify phony data and figures in the press, we can find our way about in the labyrinth of interest rates and seemingly win-win lotteries, and we can figure out why the other queue in the supermarket is always faster than the one we are in...


The Numbers of Traffic - Encounters

2014-11-27

Palazzo delle Esposizioni

Roberto Natalini
Traffic may sometimes appear to be chaotic and unpredictable, yet mathematics can help us to gain a better understanding of its complexities and its regularity. This is because for some years now mathematics has been successfully describing and predicting the movement of groups of individuals, cars, people, animals, bacteria and so forth. This lecture will be illustrating some of the models that that have recently spawned a number of interesting applications ranging from traffic news in real time to crowd control in public places.


Incontro con Francesco Villani

2014-11-28

Casa dei Teatri


Incontro con La Bottega dei Mondi Impossibili

2014-11-21

Casa dei Teatri


Incontro con Clinica Mammuth

2014-11-14

Casa dei Teatri


Incontro con Nuove Officine

2014-11-07

Casa dei Teatri


Incontro con il Duo Tandava

2014-10-31

Casa dei Teatri


Incontro con Ersilia Lombardo

2014-10-24

Casa dei Teatri


Per un teatro sostenibile 2

2014-12-05

Teatro di Villa Torlonia


Dolci... melodie

2014-10-26

Centro Culturale Elsa Morante


Yoga della risata - Un metodo per migliorare la società

2014-10-21

Centro Culturale Elsa Morante


Luxury and Diplomacy. Hans Memling's Italian patrons

2014-10-29

Palazzo delle Esposizioni

Federica Veratelli
Université de Valenciennes et du Hainaut-Cambrésis

Federica Veratelli discusses the life, work and careers of the Italian merchants, bankers, agents and diplomats who lived in Flanders in the late 15th century, using unpublished archive material to offer us an astonishing insight into the lives of Hans Memling's patrons, shining the spotlight in particular on several members of the Florentine Portinari family (Tommaso, Folco and Benedetto).


Countryside, City and Castle. The painted landscape in Flanders and Italy in Hans Memling's day

2014-11-12

Palazzo delle Esposizioni

Francesca Cappelletti
Università degli Studi di Ferrara
The depiction of landscape was starting to take on increasing importance in both Flanders and Italy in Memling's day, although it was only to acquire the credentials of an independent genre at the start of the 17th century. The landscapes of Memling and his contemporaries play an original role in shaping the way in which we look at nature today - now dreamily, now analytically - with their ability to meticulously recreate the variety of the world in miniature, imparting a creative and at times almost miraculous quality to the art of painting.


Painting a Gaze. Memling in the lagoon, from Antonello through Bellini to Lorenzo Lotto

2014-11-19

Palazzo delle Esposizioni

Giovanni Carlo Federico Villa
Università degli Studi di Bergamo
Dialogue between Bruges and Venice, extraordinarily fertile even in Van Eyck's day, gained in intensity as the century drew to a close thanks to the innovative artistic vocabulary developed by Memling. Taken on board and duly processed, as we might say today, these innovations were to form the basis of a new international style which, beginning with Antonello da Messina, led through the thoroughly Italian language of Giovanni Bellini right up to the psychological approach developed by Lorenzo Lotto.


Memling and Italian Painting

2014-11-26

Palazzo delle Esposizioni

Paula Nuttall
Victoria & Albert Museum, London
In this panoramic overview of how, when and under what circumstances Flemish 15th century painting was absorbed in Italy, Paula Nuttall takes an especially close look at the influence and impact of Memling's art on portraiture, the depiction of landscape and the imaginative portrayal of religious themes.


Memling and Matisse: Painters from the north

2014-12-10

Palazzo delle Esposizioni

Dominique Szymusiak
Musée départemental Matisse, Le Cateau-Cambrésis
Dominique Szymusiak explores the unexpected and contorted - though by no means far-fetched - link between Memling and Henri Matisse, to whom the Scuderie del Quirinale will be devoting a sweeping monographic exhibition in the spring of 2015. As a man of the north, Matisse was the natural heir to a long figurative and plastic tradition stretching way back to the early Flemish painters. It is to such artists as Van Eyck and, particularly, Memling that we need to look in order to identify the origin of the sumptuously decorative approach that Matisse endeavoured to rediscover, to bring up to date and to pass on fully four centuries later.


Memling. A Flemish Renaissance. The ideas on show

2014-10-22

Palazzo delle Esposizioni

Till-Holger Borchert
Groeningemuseum, Bruges
Explore the themes and patterns developed in the exhibition in this encounter with curator Till-Holger Borchert, one of the world's leading authorities on 15th century Flemish painting, as he examines the masterpieces, along with the unexpected surprises and the curiosities, to be found in Memling. A Flemish Renaissance.


Presentazione del volume "GIACINTO CERONE. Il massimo dell’orizzontale"

2014-10-21

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Presentazione del volume dedicato all'artista Giacinto Cerone (1957-2004), edito da Quodlibet, e contributi di approfondimento sull’artista.

L’opera di Cerone sfugge alle categorie storico–artistiche e a qualsiasi collocazione nell’ambito di un determinato movimento o di una specifica scuola: un artista eclettico, interprete di materiali e pratiche tradizionali ma anche performer capace di sperimentare nuovi linguaggi espressivi.

All'incontro intervengono: Benedetta Carpi De Resmini (moderatrice), Raffaele Gavarro, Daniela Lancioni, Maria Grazia Pontorno, Angela Andreina Rorro, Maria Vittoria Marini Clarelli, Giosetta Fioroni, Peppino Appella, Manuela Pacella.


Roma Ieri. Operazione nostalgia fra storia, cronaca e leggenda

from 2014-10-02 to 2014-10-23

Santa Maria del Popolo


Donne celebri: Le donne immortali che hanno fatto la storia, dato vita all’arte e conquistato il potere

from 2014-10-02 to 2014-12-18

Santa Maria del Popolo


Una foto, una storia. La fotografia come ”racconto del quotidiano”

2014-10-24

Museo dell'Ara Pacis

In che modo la fotografia ha saputo raccontare l’uomo e la sua storia, non solo quella dei grandi avvenimenti internazionali, ma soprattutto quella quotidiana vissuta nelle strade.

Quattro percorsi storico–iconografici intorno alle immagini di Henri Cartier-Bresson.

La fotografia è più di ogni altro il linguaggio del presente, il sistema di produzione di immagini più diffuso al mondo. Fin dalla sua nascita ha prodotto una profonda trasformazione delle nostre conoscenze e delle nostre opinioni riguardo la struttura e il significato dell’esperienza visiva.
Nonostante questo, nonostante i molti studi a riguardo, l’onnipresenza delle immagini e il flusso continuo al quale siamo esposti porta molto spesso a guardare le fotografie in modo veloce e onnivoro, senza consentire il tempo di una vera lettura. Che storia c’è dietro una fotografia? Qual è il contesto in cui è nata? Perché un’immagine ci piace? Quali sono gli aspetti formali che attraggono la nostra attenzione?
A partire da alcune foto emblematiche di Henri Cartier-Bresson, tra i maggiori poeti e formulatori di questo linguaggio, il ciclo di 4 incontri propone di allargare lo sguardo ad altri autori e di approfondire alcuni percorsi che hanno tracciato la storia della fotografia e il suo modo di raccontare il mondo. Nell’analisi, le fotografie verranno considerate come documenti storici, reperti iconografici e oggetti visivi dotati di una loro individualità e importanza. Ogni immagine riesce in questo modo a rivelare la sua forza visiva, la sua vicenda ma anche la complessa rete d’implicazioni storiche, sociali, psicologiche, iconografiche che la sorregge.


Una foto, una storia. La fotografia di guerra

2014-11-07

Museo dell'Ara Pacis

A partire dall’esperienza di Cartier-Bresson si analizzerà come la fotografia ha raccontato, e ancora racconta, i conflitti del nostro mondo.

Quattro percorsi storico–iconografici intorno alle immagini di Henri Cartier-Bresson.

La fotografia è più di ogni altro il linguaggio del presente, il sistema di produzione di immagini più diffuso al mondo. Fin dalla sua nascita ha prodotto una profonda trasformazione delle nostre conoscenze e delle nostre opinioni riguardo la struttura e il significato dell’esperienza visiva.
Nonostante questo, nonostante i molti studi a riguardo, l’onnipresenza delle immagini e il flusso continuo al quale siamo esposti porta molto spesso a guardare le fotografie in modo veloce e onnivoro, senza consentire il tempo di una vera lettura. Che storia c’è dietro una fotografia? Qual è il contesto in cui è nata? Perché un’immagine ci piace? Quali sono gli aspetti formali che attraggono la nostra attenzione?
A partire da alcune foto emblematiche di Henri Cartier-Bresson, tra i maggiori poeti e formulatori di questo linguaggio, il ciclo di 4 incontri propone di allargare lo sguardo ad altri autori e di approfondire alcuni percorsi che hanno tracciato la storia della fotografia e il suo modo di raccontare il mondo. Nell’analisi, le fotografie verranno considerate come documenti storici, reperti iconografici e oggetti visivi dotati di una loro individualità e importanza. Ogni immagine riesce in questo modo a rivelare la sua forza visiva, la sua vicenda ma anche la complessa rete d’implicazioni storiche, sociali, psicologiche, iconografiche che la sorregge.


Una foto, una storia. La fotografia e il ritratto

2014-11-21

Museo dell'Ara Pacis

“Fare un ritratto è per me la cosa più difficile. Devi provare a mettere la macchina fotografica tra la pelle di una persona e la sua camicia”, diceva Cartier-Bresson. Partiremo da alcuni dei ritratti indimenticabili da lui realizzati per esplorare le diverse modalità stilistiche e compositive dei vari autori che hanno interpretato questa forma di incontro, e nello stesso tempo di lotta, con il volto, il corpo, la personalità dell’altro.

Quattro percorsi storico–iconografici intorno alle immagini di Henri Cartier-Bresson.

La fotografia è più di ogni altro il linguaggio del presente, il sistema di produzione di immagini più diffuso al mondo. Fin dalla sua nascita ha prodotto una profonda trasformazione delle nostre conoscenze e delle nostre opinioni riguardo la struttura e il significato dell’esperienza visiva.
Nonostante questo, nonostante i molti studi a riguardo, l’onnipresenza delle immagini e il flusso continuo al quale siamo esposti porta molto spesso a guardare le fotografie in modo veloce e onnivoro, senza consentire il tempo di una vera lettura. Che storia c’è dietro una fotografia? Qual è il contesto in cui è nata? Perché un’immagine ci piace? Quali sono gli aspetti formali che attraggono la nostra attenzione?
A partire da alcune foto emblematiche di Henri Cartier-Bresson, tra i maggiori poeti e formulatori di questo linguaggio, il ciclo di 4 incontri propone di allargare lo sguardo ad altri autori e di approfondire alcuni percorsi che hanno tracciato la storia della fotografia e il suo modo di raccontare il mondo. Nell’analisi, le fotografie verranno considerate come documenti storici, reperti iconografici e oggetti visivi dotati di una loro individualità e importanza. Ogni immagine riesce in questo modo a rivelare la sua forza visiva, la sua vicenda ma anche la complessa rete d’implicazioni storiche, sociali, psicologiche, iconografiche che la sorregge.


Una foto, una storia. La fotografia di viaggio

2014-12-12

Museo dell'Ara Pacis

Fin dai primi anni del ‘900 la fotografia è stata la compagna ideale di ogni viaggiatore, esploratore e avventuriero. Attraverso la fotografia abbiamo potuto vedere luoghi remoti, esplorare territori sconosciuti, affacciarci sull’altrove.

Quattro percorsi storico–iconografici intorno alle immagini di Henri Cartier-Bresson.

La fotografia è più di ogni altro il linguaggio del presente, il sistema di produzione di immagini più diffuso al mondo. Fin dalla sua nascita ha prodotto una profonda trasformazione delle nostre conoscenze e delle nostre opinioni riguardo la struttura e il significato dell’esperienza visiva.
Nonostante questo, nonostante i molti studi a riguardo, l’onnipresenza delle immagini e il flusso continuo al quale siamo esposti porta molto spesso a guardare le fotografie in modo veloce e onnivoro, senza consentire il tempo di una vera lettura. Che storia c’è dietro una fotografia? Qual è il contesto in cui è nata? Perché un’immagine ci piace? Quali sono gli aspetti formali che attraggono la nostra attenzione?
A partire da alcune foto emblematiche di Henri Cartier-Bresson, tra i maggiori poeti e formulatori di questo linguaggio, il ciclo di 4 incontri propone di allargare lo sguardo ad altri autori e di approfondire alcuni percorsi che hanno tracciato la storia della fotografia e il suo modo di raccontare il mondo. Nell’analisi, le fotografie verranno considerate come documenti storici, reperti iconografici e oggetti visivi dotati di una loro individualità e importanza. Ogni immagine riesce in questo modo a rivelare la sua forza visiva, la sua vicenda ma anche la complessa rete d’implicazioni storiche, sociali, psicologiche, iconografiche che la sorregge.


Presentazione del libro "Terrazza. Artisti storie luoghi in ltalia negli anni zero"


Cheikh Tidiane Gaye

2014-10-23

Institut Français Centre Saint-Louis de France


Eternapoli

2015-02-18

Teatro Vascello

Con G. Montesano, lettura di brani di Eternapoli, compagnia Teatri Uniti.

Museo Virtuale della Valle del Tevere

from 2014-09-26 to 2014-12-12

Società Geografica Italiana

Il progetto prevede la creazione di un sistema integrato di conoscenza, valorizzazione e comunicazione del paesaggio culturale della media Valle del Tevere (contesti archeologici, storici-artistici, antropici, naturalistici) nell'area a Nord di Roma (in particolare nel tratto compreso tra il Monte Soratte a Fidene e da Sacrofano a Palombara Sabina). Il Tevere viene narrato da vari punti di vista: il contesto geomorfologico, l’ecosistema, la vegetazione e l’insediamento territoriale nei secoli; la mitologia legata al fiume, la ritualità e l’iconografia; il paesaggio archeologico, letterario e naturalistico.

Il Museo Virtuale della Valle del Tevere è un progetto interdisciplinare in cui scienza, tecnologia e arte convergono nella creazione di un'opera comunicativa che ricorre anche alle sperimentazione di linguaggi nuovi che segnano il superamento dei tradizionali paradigmi della realtà virtuale per contaminarli con tecniche derivate dal cinema o dai videogiochi. L'applicazione presentata consente ai
visitatori di esplorare quattro scenari, talvolta visionari e talvolta più realistici, riguardanti i diversi aspetti della valle del Tevere e legati alla storia e alla memoria del fiume. In essi si possono incontrare personaggi, interagire con immagini e suoni e vivere un'esperienza multisensoriale. Tutto usando le gestualità del corpo per interagire e dialogare con il mondo virtuale: camminare, nuotare come un
pesce o volare come un uccello.

Progetto realizzato dall’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il sostegno di Arcus S.p.A. e in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Facebook: www.facebook.com/festivaldellaletteraturadiviaggio

Twitter: @Lettviaggio


CHIUSOAPERTO. Il lunedì Palazzo Braschi apre per te

from 2014-10-06 to 2014-11-10

Museo di Roma - Palazzo Braschi

"CHIUSOAPERTO" riparte con un nuovo ciclo di aperture straordinarie del lunedì. Dal 6 ottobre al 10 novembre, tutti i lunedì pomeriggio alle 17.00, è possibile visitare il Museo gratuitamente e con delle guide d’eccezione.

Un’occasione imperdibile. La visita è seguita da un momento di confronto con i partecipanti e dalla compilazione di un breve questionario, attraverso il quale gli intervenuti possono esprimere il proprio parere su com’è il Museo oggi e come sarà domani.

La visita dura circa 2 ore e mezza ed è necessario prenotarsi allo 060608.

Tre curatori del Museo di Roma - Patrizia Masini, Rossella Leone e Angela Maria D'Amelio - si alternano nella conduzione delle visite all’attuale esposizione e ad alcune sale ancora non aperte al pubblico. Una visita privilegiata che illustra momenti della storia e della cultura a Roma tra Seicento e Settecento, attraverso dipinti, sculture e opere d’arte decorativa. Gli eventi e l’arte dei pontificati che si succedono nei decenni si intrecciano a quelli delle grandi famiglie come i Barberini, i Rospigliosi, i Braschi, i Torlonia. Le immagini dei luoghi raccontano feste e cerimonie sacre e profane, giochi e divertimenti, architetture urbane, ville e giardini. Sarà così possibile conoscere segreti e piccoli e grandi dettagli che solo un esperto può raccontare.


Call for Papers: John Keats’s Early Poems, 1814-1817

2014-10-31

Keats - Shelley House

An Academic Seminar organized by the Keats-Shelley Memorial Association and the Keats Foundation, and supported by the British School at Rome.
In order to mark the bicentenary of the composition of ‘Imitation of Spenser’ (1814), John Keats’s earliest known poem, the Keats-Shelley Memorial Association and the Keats Foundation are jointly hosting a day academic seminar on 31 October, Keats’s birthday, at the Keats-Shelley House in Rome.

Proposals for papers are invited on any subject focusing on, or relating to, Keats’s early poems, from ‘Imitation of Spenser’ itself up to the publication of his first full-length volume, Poems (1817).


"Belzoni in Egitto" - Eugenio Busmanti. XI Ciclo di Conferenze curato da Alvar González Palacios

2014-10-22

Museo Napoleonico

Anche quest’anno l’Associazione degli Amici dei Musei di Roma organizza nelle sale Impero del Museo Napoleonico un ciclo di conferenze curato da Alvar Gonzales Palacios. Il ciclo di quest’anno, dal titolo Italiani in Viaggio, tratterà le vicende in terra straniera di artisti, letterati e intellettuali italiani dall’antichità al Novecento.

"Belzoni in Egitto" - Eugenio Busmanti


"Mario Praz in Inghilterra" - Patrizia Rosazza-Ferraris. XI Ciclo di Conferenze curato da Alvar González Palacios

2014-11-12

Museo Napoleonico

Anche quest’anno l’Associazione degli Amici dei Musei di Roma organizza nelle sale Impero del Museo Napoleonico un ciclo di conferenze curato da Alvar Gonzales Palacios. Il ciclo di quest’anno, dal titolo Italiani in Viaggio, tratterà le vicende in terra straniera di artisti, letterati e intellettuali italiani dall’antichità al Novecento.

"Mario Praz in Inghilterra" - Patrizia Rosazza-Ferraris


"Elegie dal mondo estremo: Ovidio sul Mar Nero" - Roberto Andreotti. XI Ciclo di Conferenze curato da Alvar González Palacios

2014-11-26

Museo Napoleonico

Anche quest’anno l’Associazione degli Amici dei Musei di Roma organizza nelle sale Impero del Museo Napoleonico un ciclo di conferenze curato da Alvar Gonzales Palacios. Il ciclo di quest’anno, dal titolo Italiani in Viaggio, tratterà le vicende in terra straniera di artisti, letterati e intellettuali italiani dall’antichità al Novecento.

"Elegie dal mondo estremo: Ovidio sul Mar Nero" - Roberto Andreotti


"Corrado Giaquinto alla Corte dei Borbone in Spagna" - Federico De Melis. XI Ciclo di Conferenze curato da Alvar González Palacios

2014-12-03

Museo Napoleonico

Anche quest’anno l’Associazione degli Amici dei Musei di Roma organizza nelle sale Impero del Museo Napoleonico un ciclo di conferenze curato da Alvar Gonzales Palacios. Il ciclo di quest’anno, dal titolo Italiani in Viaggio, tratterà le vicende in terra straniera di artisti, letterati e intellettuali italiani dall’antichità al Novecento.

"Corrado Giaquinto alla Corte dei Borbone in Spagna" - Federico De Melis


"Cosimo III di Toscana in Spagna" - David Garcìa Cueto. XI Ciclo di Conferenze curato da Alvar González Palacios

2015-01-21

Museo Napoleonico

Anche quest’anno l’Associazione degli Amici dei Musei di Roma organizza nelle sale Impero del Museo Napoleonico un ciclo di conferenze curato da Alvar Gonzales Palacios. Il ciclo di quest’anno, dal titolo Italiani in Viaggio, tratterà le vicende in terra straniera di artisti, letterati e intellettuali italiani dall’antichità al Novecento.

"Cosimo III di Toscana in Spagna" - David Garcìa Cueto


"Benedetto e Filippo Pistrucci a Londra tra arte e politica" - Lucia Pirzio Biroli Stefanelli. XI Ciclo di Conferenze curato da Alvar González Palacios

2015-02-11

Museo Napoleonico

Anche quest’anno l’Associazione degli Amici dei Musei di Roma organizza nelle sale Impero del Museo Napoleonico un ciclo di conferenze curato da Alvar Gonzales Palacios. Il ciclo di quest’anno, dal titolo Italiani in Viaggio, tratterà le vicende in terra straniera di artisti, letterati e intellettuali italiani dall’antichità al Novecento.

“Benedetto e Filippo Pistrucci a Londra tra arte e politica” - Lucia Pirzio Biroli Stefanelli


"Il Cardinale Enrico Caetani a Varsavia" - Roberto Valeriani. XI Ciclo di Conferenze curato da Alvar González Palacios

2015-02-25

Museo Napoleonico

Anche quest’anno l’Associazione degli Amici dei Musei di Roma organizza nelle sale Impero del Museo Napoleonico un ciclo di conferenze curato da Alvar Gonzales Palacios. Il ciclo di quest’anno, dal titolo Italiani in Viaggio, tratterà le vicende in terra straniera di artisti, letterati e intellettuali italiani dall’antichità al Novecento.

"Il Cardinale Enrico Caetani a Varsavia" - Roberto Valeriani


All is New in Art. Lezioni sulle innovazioni tecnologiche e metodologiche in ambito culturale e imprenditoriale

from 2014-04-10 to 2014-12-11

Fondazione Pastificio Cerere


Italiani in viaggio. XI Ciclo di Conferenze curato da Alvar González Palacios

from 2014-03-26 to 2015-02-25

Museo Napoleonico

Anche quest’anno l’Associazione degli Amici dei Musei di Roma organizza nelle sale Impero del Museo Napoleonico un ciclo di conferenze curato da Alvar Gonzales Palacios. Il ciclo di quest’anno, dal titolo Italiani in Viaggio, tratterà le vicende in terra straniera di artisti, letterati e intellettuali italiani dall’antichità al Novecento.


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